COMUNICAZIONE PERBENE DICE “STOP ALLE TELEFONATE”

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“Stop alle telefonate”. Non si tratta della classica affermazione dei conduttori alla chiusura delle votazioni telefoniche di un varietà o di un reality, ma semplicemente la campagna di sensibilizzazione che Comunicazione Perbene, l’associazione no profit presieduta da Saro Trovato, che si batte per un’ecologia all’interno dei media e contro l’inquinamento all’interno degli stessi, lancia contro il dilagare di un malcostume che sta colpendo ormai le cornette telefoniche dei cittadini italiani.

“Stiamo dando voce a milioni di italiani che sono costretti tutti i giorni a dover subire incessanti chiamate telefoniche sul telefono di casa o sul cellulare, la cui invasione nella sfera privata è immediatamente comprensibile. Il nostro non e’ un attacco al telemarketing tout court ma a come è proposto ai cittadini – dichiara Saro Trovato, Presidente di Comunicazione Perbene – Bisogna avere tutti maggiore responsabilita’ perche’ ai due poli del telefono molte volte ci sono operatori obbligati a raggiungere risultati di vendita e dall’altra parte categorie a rischio, come gli anziani, che si ritrovano a dover costantemente discutere per evitare di essere violati nella loro sfera privata e molte volte vittime di offerte delle quali non ne conoscono realmente gli effetti e le conseguenze”.

La campagna vede in evidenza un telefono che ormai è diventato rosso infuocato e che fuma per lo straripante numero di chiamate giornaliere. Da qui un esplicito divieto di accesso, che mira a bloccare il continuo e incessante supplizio e un claim che non lascia dubbi: Stop alle telefonate.

La campagna recita poi “tutti i giorni milioni di italiani sono ossessionati da offerte commerciali telefoniche. A rischio soprattutto le fasce più deboli, come gli anziani e i bambini, costretti a dover affrontare insistenti operatori telefonici, obbligati a vendere e promuovere ogni sorta di servizio e prodotto.” E infine l’esplicito appello dell’associazione: “Basta con questo diffuso malcostume che viola la sfera privata e inquina le orecchie dei cittadini.”.   

La campagna è stata realizzata in maniera assolutamente no-profit dall’agenzia Rapidagraph, capitanata da Giuseppe Parisi, Giovanni Borsellino e Giovanni Vaccaro, sotto la direzione creativa di Paolo Valenti. La pianificazione vedrà sarà orientata al media stampa e Internet.