Indagine Bank-Next 2.0: gli italiani puntano su “low-cost” e carte conto

Colpiti dalla crisi, gli italiani puntano sul “low-cost” anche nei rapporti con le banche. Spopolano i conti “basic” e le carte conto a basso costo. Eliminati i conti correnti doppi. Cancellati o ridotti al minimo gli investimenti. Si punta, infatti, solo su quelli che garantiscono rendimenti modesti ma sicuri. Crescono, invece, i conti online, soprattutto fra i giovani. È quanto emerge dalla sesta edizione dell’indagine Bank-Next 2.0 condotta da Nextplora, istituto di ricerca di mercato leader nell’analisi dei mercati e dei comportamenti digitali.

Il monitoraggio è stato condotto su un campione di oltre 4000 persone, dai 16 anni in su, che utilizzano Internet frequentemente. Gli utenti della Rete rappresentano ormai oltre la metà della popolazione italiana. Nel giro di un anno e mezzo è raddoppiata la quota di coloro che possiedono solo il conto corrente. Erano il 27% a metà 2010 e oggi sono il 46%. Crolla, infatti, la percentuale di chi abbina investimenti finanziari al conto corrente: si passa dal 36% di metà 2010 al 22% attuale. Sale, invece, il numero di quanti uniscono al conto un finanziamento: erano l’11% a metà 2010 e sono oggi il 15%.

Per scegliere la banca ci si affida sempre di più al Web. Prima di decidere oltre la metà degli Internauti consulta un motore di ricerca e un terzo dei navigatori sceglie l’istituto direttamente su Internet. L’apertura effettiva del conto, tuttavia, avviene nella maggior parte dei casi (57%) presso le agenzie degli istituti di credito, anche a causa dei numerosi moduli da firmare, ma una quota crescente (30%) effettua l’apertura del conto direttamente dal sito Internet dell’istituto prescelto.

In drastico calo i conti correnti plurimi. Fra i navigatori, infatti, quasi 4 su 5 (77%) dichiarano di avere un solo conto corrente. Il 17% ne ha 2 e il 7% più di 2. Cresce la diffusione dei conti online che rappresentano ormai oltre un terzo del totale (36%) contro il 64% di quelli tradizionali. Quali fattori influenzano la scelta sul conto corrente? La vicinanza della filiale mantiene il primato (44%), seguita dai costi (40%), dalla chiarezza e dalla trasparenza delle condizioni (23%). Il 20% dei navigatori mette al primo posto il servizio di home banking. Non mancano, tuttavia, elementi di tradizione: un quinto degli Internauti (21%) sceglie la banca di famiglia.

Circa un decimo dei navigatori ha scelto la carta conto, che spopola soprattutto fra i giovani: oltre un terzo dei sottoscrittori totali (35%) di questo nuovo strumento ha meno di 25 anni, mentre 6 su 10 ne hanno meno di 35. La carta conto piace soprattutto agli uomini (57% del totale). Il crescente favore si basa su comodità e semplicità (50%), ma anche sui bassi costi (44%). Cambio di scenario per gli investimenti finanziari. Dal giugno 2010 al settembre 2011 cresce dal 34% al 42% la quota di coloro che dichiarano di non avere risparmi. Vista, inoltre, la turbolenza dei mercati, un quarto dei navigatori (24%) tiene tutti i propri soldi sul conto corrente. Cresce, sia pure lentamente, il numero di quanti hanno un conto titoli: si passa dal 14% del giugno 2010 al 23% attuale. Si modifica anche l’orizzonte temporale: crescono dal 9 al 21% coloro che puntano sul breve termine, a discapito di quanti guardano al lungo termine, scesi dal 19% al 16%. Fra quanti fanno investimenti finanziari circa la metà (46%) acquista e vende titoli di Stato e azioni direttamente attraverso il Web. La quota si abbassa a un quinto nel caso dei fondi comuni (21%).