In campo per tutelare il design italiano

di Federico Unnia
Le aziende del design e i progettisti insorgono contro la proposta di prorogare per altri 5 anni il diritto alla copia dei prodotti di chiara fama creati prima del 2001: le Commissioni I e V della Camera hanno di nuovo approvato un emendamento incluso nel Decreto Milleproroghe che e’ stato votato alla Camera. Ora il Senato è chiamato ad esaminare nuovamente la norma. In campo sono scese Adi, Confindustria, Indicam, Assarredo, Assoluce, Fondazione Altagamma, Fondazione Valore Italia, Fondazione Adi, Cnac Consiglio nazionale Anticontraffazione, che ricordano come “da 10 anni in Italia questi prodotti continuano a essere copiati nonostante quanto stabilito dalle normative europee per la protezione del diritto d’autore per le opere di design. Il 27 gennaio scorso, a seguito di un ricorso promosso da Flos, una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha ribadito tale norma e messo in mora l’Italia, escludendo la legittimità della moratoria decennale attuata nel rinviarne l’applicazione”. E’ fondamentale – affermano le associazioni coinvolte – che il diritto degli autori sia protetto come in tutti gli altri paesi dell’Unione Europea: è la garanzia della qualità degli oggetti prodotti, protegge i savoir-faire ed il lavoro qualificato, protegge il consumatore contro l’inganno e infine proteggere la creazione, l’innovazione, l’eccellenza.
Tra le imprese italiane più esposte al rischio copia vi è Cassina per la quale ciò “rappresenta un problema sempre più diffuso che crea un vero danno al business. Questi effetti sono significanti ma purtroppo non quantificabili precisamente. Bisogna anche considerare che chi compra una copia non necessariamente comprerebbe un prodotto originale, vista la differenza di qualità che è riflessa anche nel prezzo dell’articolo” dichiara Gianluca Armento Brand Director di Cassina. Esiste poi un altro danno portato dalle copie, quello arrecato all’immagine dell’icona imitata. “Le aziende parassite che copiano le icone del design spesso hanno una qualità e una durabilità scadenti e di conseguenza il valore di mercato è più basso. La grande diffusione quindi di queste copie svilisce le associazioni qualitative che il mercato riconosce in questi pezzi. Questo vuol dire che oltre ad un danno economico, si tratta di un effetto negativo all’immagine del marchio”.
Oggi è fondamentale combattere la diffusione delle imitazioni, e proteggere appassionatamente la cultura del design quale importante patrimonio storico e culturale. “Per questa ragione abbiamo investito risorse significative nel contrasto del mercato delle copie, e nella riduzione dei danni da queste provocati, attraverso lo sviluppo e la differenziazione qualitativa del prodotto, numerose attività di comunicazione e la promozione di iniziative culturali, nonché la disposizione di azioni legali mirate” conclude Armento.
Anche per Flos, nome di riferimento nel mercato italiano delle soluzioni per illuminazione, la tutela del design è al centro di strategie molto determinate. “Circa il 10% del nostro fatturato viene speso in attività di R&D ed innovazione di prodotto e per preparare la nostra rete distributiva. Senza dimenticare le spese di comunicazione e promozione. Ebbene, tutto questo viene vanificato dalla presenza sul mercato di prodotti che sono copie dei nostri, con un danno tanto al consumatore quanto all’imprenditoria italiana che crede nel prodotto di qualità” dichiara Piero Gandini, Presidente Flos