Indagine Ikea-Parks sull’inserimento di gay, lesbiche e trans sul posto di lavoro

Nell’ambito della politica di diversity management sviluppata da tempo da Ikea Italia, è stata realizzata un’indagine tra i collaboratori dell’azienda svedese per comprendere a che livello è l’inclusione di gay, lesbiche, bisessuali e trans nell’ambiente di lavoro. Iniziativa dal forte significato simbolico e che solleva il velo su un tema che in Italia continua a produrre casi di discriminazione.

Ikea è socio fondatore di “Parks-Liberi e Uguali”, un’associazione di imprese che aiuta le aziende a implementare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, con un focus particolare verso le persone GLBT. Al questionario, erogato in forma anonima e cartacea al fine di assicurare l’assoluta confidenzialità dei dati, ha risposto il 44,11% dei dipendenti di tre negozi Ikea (Bologna, Catania e Roma/Porta di Roma): 476 su 1.079.
71 rispondenti (14%) si sono definiti gay, lesbiche, bisessuali o trans. La percentuale scende al 6,58%, se rapportiamo i 71 GLBT non ai 476 rispondenti ma al totale dei 1079 dipendenti.
L’ 88% è certo che in Ikea tutti hanno pari opportunità di carriera, indipendentemente dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale.
Affrontato anche il tema della discriminazione positiva, ossia se l’attenzione alla diversità rischia di creare classi di persone avvantaggiate rispetto a chi non ha da far valere alcuna diversità: il 58% non riscontra alcuna discriminazione positiva in Ikea. Infine, per l’ 82% la diversità deve divenire una priorità strategica per l’azienda, che deve creare un ambiente rispettoso e inclusivo per tutte le differenze, comprese quelle connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere.