PIRANDELLATE-Sono davvero i social network la nuova causa di tanti divorzi?

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Secondo una ricerca di un sito britannico la crisi di molti matrimoni nasce su Facebook

di Francesco Pira

Galeotto fu Facebook….Coppie in crisi per colpa del social network. Mogli o mariti che di notte accendono il pc e chattano segretamente con gli amanti o le amanti. Vecchi fidanzati che si ritrovano e seppure più rugosi e appesantiti cercano di recuperare il tempo perduto.
Separazioni e divorzi aumentano per colpa di Facebook in Italia. Ma non soltanto nel Belpaese. Secondo una ricerca del sito britannico Divorce-Online sono sempre di più le coppie che divorziano “a causa di post e foto pubblicati, tanto che in Gran Bretagna la creatura di Mark Zuckerberg è ormai citata in un terzo dei casi”.
Lo studio, che conferma i numeri trovati da ricerche analoghe negli Usa, si basa su un campione di 5mila richieste arrivate al sito, specializzato nella fornitura di servizi in questo campo, e punta il dito quasi esclusivamente su Facebook, visto che altri social network come Twitter arrivano a malapena allo 0,4% del campione, ben lontano dal 33,3% del principale accusato.
Tre sono i comportamenti più comuni usati come prova: messaggi ‘inappropriati’ mandati a persone dell’altro sesso, commenti maligni postati sul proprio partner, soprattutto nel caso di coppie separate, e ‘soffiate’ sul comportamento del marito o della moglie fatte da amici di Facebook.
“Facebook è diventato il mezzo primario di comunicazione – spiegano gli autori della ricerca, eseguita su un campione di 5.000 richieste – ed è il posto più facile dove avere un’avventura extraconiugale. Le persone devono stare più attente a quello che scrivono, anche perché le corti stanno iniziando a usare i post come fonte di prova”.
C’è anche una decisione di una corte del Connecticut, che ha obbligato marito e moglie che stavano divorziando a fornire alla controparte le rispettive password, mentre nel 2009, proprio in Gran Bretagna, un uomo ha sparato alla moglie dopo che questa aveva cambiato il suo status in ‘libera’ dopo una lite. In futuro, avvertono gli autori della ricerca britannica, la cifra dei divorzi per social network è destinata ad aumentare: due anni fa erano solo il 20%, e di questo passo diventeranno la maggioranza entro il 2015.

E andiamo all’Italia. In un servizio radiofonico il Giornale Radio Rai ha detto che i numeri sono leggermente inferiori in Italia ma confermano il trend:

Del resto anche le ricerche italiano danno in aumento i profili su Facebook e l’età si alza sempre di più. Facebook agevola i contatti, supera barriere, permette di eliminare le distanze non soltanto fisiche ma anche culturali.

Sempre secondo quanto appurato dal GR Rai “Nel nostro Paese almeno il 20% delle crisi coniugali che arrivano in Tribunale – fa i conti l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (Ami) – sono causate da Facebook (80% del totale) e da Twitter (20%). Le infedeltà riguardano coppie di tutte le età, anche quelle sposate da trent’anni e più. Facebook è virtuale solo all’inizio del rapporto ma è poi occasione di incontri veri e propri (secondo il Centro Studi dell’Ami, il 70% si trasformano in scappatelle, il 30% diventano storie durature e parallele)”.

C’è da chiedersi se alla base delle separazioni e dei divorzi ci sono davvero i social network che comunque sono soltanto uno strumento. Negli ultimi anni sono aumentate le convivenze da una parte e i divorzi dall’altra.

Come scrive J. A. Barnes i social network sono : “ una struttura sociale fatta di nodi legati gli uni agli altri da una o più specifiche tipologie di interdipendenze, come valori, visioni, idee, scambi finanziari, affinità, avversioni, conflitti o accordi”.

La colpa è di chi genera i contenuti. Di chi li veicola. Non del mezzo, ma del messaggio.
Funzionano perché sono intuitivi, facili da utilizzare. Ruotano tutti intorno al concetto di relazione. Scrivo ti dico, vi dico, condivido, ti cerco, ti trovo. Siamo noi i protagonisti in positivo o in negativo.

Del resto come ci insegna Zygmunt Bauman : “ Cercavamo l’amore per trovare soccorso, sicurezza, incolumità, ma indefinitamente lunghe, forse interminabili fatiche dell’amore generano i loro conflitti, le loro incertezze, le loro insicurezze. In amore non ci sono riparazioni veloci, soluzioni valide una volta per tutte, assicurazioni di piena e perpetua soddisfazione, garanzie di risarcimento in caso la piena soddisfazione non sia istantanea e priva di problemi”.

Non diamo tutta la colpa a Facebook!!!