Il Giuri’ dice no all’offerta Tim

di Federico Unnia

Reduce da una serie di sconfitte nel confronto con Wind, Vodafone mette in cascina una bella vittoria avanti al Giurì di autodisciplina sulla concorrente Tim. La campagna promozionale diffusa da Telecom per incentivare il passaggio a Tim da parte degli utenti, veicolata attraverso uno spot televisivo e il sito Internet della ricorrente, che recitava “Passa a Tim. Raddoppi le tue ricariche per 2 anni” è stata ritenuta non conforme all’art. 2 Cap (pubblicità ingannevole).
Nella body copy era precisato che nel secondo anno la condizione di persistenza del vantaggio era condizionata alla ricarica da parte dell’utente di (almeno) 20 euro ogni 30 giorni. Secondo Vodafone, la campagna in questione era ingannevole in primo luogo perché la promessa “raddoppia le tue ricariche per 2 anni se passi a Tim mantenendo il tuo numero” era eccessivamente enfatizzata, mentre la nota informativa che precisava le condizioni dell’offerta (“Dal 13º mese per continuare a fruire della promozione è necessario ricaricare ogni 30 giorni almeno 20 euro”) risultava illeggibile sia nello spot che sul sito Internet. Inoltre, la campagna sembrava suggerire che il vantaggio fosse destinato a tutti, mentre da uno studio interno effettuato da Vodafone emergeva che solo il 15% di potenziali clienti effettua mensilmente ricariche d’importo superiore a € 20.
Telecom aveva replicato ricordando che le precisazioni erano riportate in super nel momento in cui si richiama il claim e che  il super aveva caratteri rilevanti ed era fatto scorrere per due volte in successione.
Il Giurì, come si ricordava, ha ritenuto la pubblicità Telecom non conforme con l’art. 2 Cap. Lo spot, ha precisato il Giurì, suggerisce immediatamente una certezza, non una semplice possibilità di risultati, mentre le note in super da un lato contraddicono la perentorietà del claim e ne riducono fortemente l’ambito di applicazione, dall’altro sono scritte in caratteri inidonei ad attirare l’attenzione dello spettatore, troppo assorto dalla piacevolezza della storia narrata. Infine, anche nel messaggio Web, la precisazione rischia di passare inosservata alla maggioranza dei fruitori, avendo corpo molto piccolo e decisamente poco accattivante rispetto alle altre informazioni presenti sulla stessa pagina. Da qui lo stop.