VIZI PUBBLICITARI-L’adesione al CAP ? anche per comportamento concludente

182

di Federico Unnia

Nuova mazzata, autodisciplinariamente parlando, per i furbetti del quartierino pubblicitario. Chi cerca di farla franca dalle maglie, spesso dure, ma pur sempre necessarie, del controllo pubblicitario esercitato dallo Iap, deve mettere a memoria questo interessante passaggio. E’ quanto affermato dal Giurì in una recente pronuncia in cui si discuteva di un messaggio che raffigurava un seno di donna usato per promuovere prodotti agricoli.
L’adesione, o meglio, accettazione del giudizio che il Giurì possa emettere nei confronti di una pubblicità si esprime anche attraverso fatti e comportamenti concludenti. E’ il caso di un’impresa che, sollevata l’obiezione della sua non soggettività passiva allo Iap solamente in sede di discussione davanti al Giurì, avendo nei fatti accettato il contraddittorio con il Comitato, significa che ha comunque riconosciuto il sistema. Non è possibile chiedere di smarcarsi solo successivamente avanti al Giurì, avendo accettato il confronto con il Comitato, e quindi sulle regole del codice, nella fase precedente.
Inoltre, seppur sia vero che il sistema autodisciplinare ha base contrattuale, è altresì vero che è possibile aderire a contratti anche per fatti concludenti, specie se si tratta di contratti di tipo associativo.
Sempre in questo contesto, ad uso di tutti coloro (e sono molti anche tra gli ignari consulenti di comunicazione e pr delle imprese finite sotto scacco autodisciplinare, il Giurì ha ricordato che anche se la campagna risulta cessata, tale non è la materia del contendere, perché ciò non esclude la reiterazione della medesima campagna a distanza di tempo. Cui va poi aggiunto che una delle funzioni delle pronunce del Giurì è proprio quella di concretizzare le regole di buona condotta pubblicitaria e professionale, sicché l’interesse a conoscere l’esito della valutazione di correttezza riferita al caso concreto permane anche a campagna cessata.
Popolo d’ignari dei principi base dell’autodisciplina pubblicitaria e dell’etica pubblicitaria, ma pieni di paroloni sulla Csr, leggete, imparate e mandate a memoria!