Borsa e Finanza

Classifica 2011 del Ftse Mib: domina Lottomatica, FonSai maglia nera. Banche ko

Il 2011 non sarà un anno da ricordare per Piazza Affari. In un anno gli indici della Borsa di Milano hanno perso circa un quarto del loro valore e le società quotate sono scese da 332 a 328. Parallelamente ETF e reddito fisso hanno registrato nuovi record di scambi. Delle 40 blue chip italiane, solo 5 titoli hanno registrato una performance positiva, mentre i restanti 35 hanno subito flessioni dal -2,33% di Eni al -82,85% di Fondiaria-Sai, che da circa due settimane ha lasciato il paniere principale per fare spazio a Salvatore Ferragamo. Maglia rosa incontrastata Lottomatica, che ha primeggiato sul Ftse Mib con un balzo del 25,07%. In profondo rosso il comparto bancario, che ha sofferto l’acutizzarsi della crisi debitoria della zona euro e la forte pressione sulle obbligazioni italiane. Batosta anche per Finmeccanica che in un anno ha visto scendere il suo valore di oltre 66 punti percentuali.  

Top & Flop 2011: quando gli esperti falliscono

E’ il momento dei bilanci. E fanno male. Sì, perché le tre asset class regine del 2011 molto difficilmente saranno quelle che gli investitori si sono sentite proporre dal promotore di fiducia un anno fa. Cosa ha fatto meglio nel 2011? Primi i Treasury statunitensi (nonostante gli Usa siano passati anche per un downgrade al rating tripla A), secondi i Bund tedeschi e in terza posizione l’oro. I titoli di Stato decennali degli Stati Uniti chiudono l’anno con una performance di circa il 17%, il decennale tedesco con un +13% circa e l’oro, nonostante la flessione delle ultime sedute con un +9 per cento. I tanto decantati mercati emergenti sono quelli che invece hanno regalato le maggiori delusioni agli investitori sull’azionario. L’indice Msci Emerging ha ceduto circa il 20%, l’Msci Asia ex Japan il 17% contro il -8% dell’indice Msci sull’azionario dei Paesi sviluppati, dove spicca la sostanziale parità dell’S&P500 statunitense.

Auto: la Cina pronta a limitare l’accesso ai produttori stranieri

Stop agli investimenti esteri nel settore automobilistico targato Cina. Il Paese del Dragone avrebbe deciso di limitare gli investimenti manifatturieri da parte delle case straniere e così anche le agevolazioni fiscali. Ostacolando, di fatto, l’accesso dei produttori europei, americani e giapponesi al mercato delle quattro ruote cinese, al fine di incoraggiare