Studio Meta Comunicazione, ecco cosa fa il visitatore natalizio a Milano

È stato realizzato uno studio da Meta Comunicazione, dal titolo “Natale a Milano”, condotto su 3.900 visitatori milanesi, tra gente di passaggio, turisti e lavoratori (italiani e stranieri), attraverso un monitoraggio on-line sui più importanti social network e blog sul turismo, cui è stato chiesto cosa mettono in valigia alla fine del loro natale milanese e quali sono i simboli della città. I turisti quanto tempo si fermano e per quale motivo scelgono Milano? Da chi preferisce la toccata e fuga trascorrendo nella capitale meneghina appena due giorni, magari un fine settimana (25%), a chi al contrario decide di soffermarsi per 3/4 giorni (39%), fino ai più convinti che organizzano una settimana completa per “scoprire tutto quello che c’è da fare” (17%). In generale, a emergere è un turista a Milano incuriosito dalle mille iniziative offerte dalla città, sempre alla ricerca di “cose particolari da fare” (45%) che vadano fuori dagli standard abitudinari.
  
A primo impatto, però, Milano tradisce le aspettative dei turisti che la giudicano invivibile (19%) e senza anima (21%). Non mancano, infine, gli “innamoramenti”: sono infatti ben tre su dieci a dichiarare con entusiasmo “mi trasferirei immediatamente a Milano” (27%). La giornata tipo del “turista natalizio” a Milano comincia al mattino tra le vie del centro al grido di “devo saccheggiare i negozi alla moda” (57%) o “non vedo l’ora di andare in Via Monte Napoleone” (48%), mentre i monumenti rappresentano una priorità solo per il 16%: se il 39% degli intervistati ammette di guardarli di sfuggita “durante il passeggio”, sono molti coloro che affermano “non voglio perdere troppo tempo per visitarli” (41%). Anche il momento del pranzo si rivela essere l’occasione ideale per provare qualcosa di “davvero milanese”: a spiccare sono dunque i locali più “alternativi e innovatori” che propongono il “brunch all’italiana” (57%), il nuovo modo di intendere la tavola portato in città nei primi anni ‘90 da Nescafé, e che hanno la meglio sulle classiche trattorie (37%) o i ristoranti/pizzerie (49%). Appena uno su cinque, invece, preferisce “prendere quello che capita prima” (12%) magari in una rosticceria o in un fast-food.

Nel pomeriggio, poi, trovano molto più spazio le iniziative in giro per la città: dai mercatini in centro (39%) alle fiere nei padiglioni milanesi (37%). Il tutto senza tralasciare lo shopping che, in ogni occasione, rende speciale il soggiorno a Milano (43%). In serata, infine, a spopolare è l’happy hour (48%), scelto da molti in quanto “si beve qualcosa e poi si continua la serata in qualche altro locale” (29%) e “si cena e si beve in un clima tranquillo e festoso” (33%), anche se non manca chi poi conclude la giornata in un ristorante (41%) o in una discoteca (23%).

Ma quali sono i simboli indimenticabili del soggiorno milanese? Nonostante la sontuosità e la bellezza del Duomo permanga tra i luoghi emblematici della città (58%), i turisti sembrano preferire le vie della moda come l’eccezionale via Monte Napoleone (58%) mentre “La Scala del Calcio”, lo stadio Giuseppe Meazza (46%), riscuote più successo del teatro alla scala (43%). Tra le curiosità più ricercate dai turisti e in grado di rendere unica la propria vacanza nel capoluogo lombardo a sorpresa spiccano i fenomeni gastronomici come il Brunch Nescafé (49%), e l’happy hour (47%) che, rimanendo in tema cibo, battono uno degli storici simboli di Milano, ovvero il panettone (44%). Agli ultimi posti della top ten degli emblemi meneghini i tram (17%), in queste festività natalizie adornati di luci che li rendono ancor più caratteristici, “La Rinascente” (15%), lo store più storico e modaiolo, e il caratteristico “ghisa”, il vigile urbano milanese (11%).