VIZI PUBBLICITARI-La guerra delle tariffe tra Vodafone e Wind

di Federico Unnia
Quattro sfide avanti al Giurì di autodisciplina pubblicitaria nel giro di poche settimane tra due grandi operatori della telefonia. Vodafone ne esce ridimensionata contro Wind. Anche se per il Giurì è amaro constatare come, specie nel settore della telefonia, sia in essere l’uso di uno scambio di posizioni tra operatori nel ruolo di denunciante e denunciato sulla base di identica accuse. Un siffatto modo di operare, conclude il Giurì, scopre una carenza del modus operandi del settore, al cui superamento occorre siano tutti tesi, Giurì compreso.Ecco in sintesi la lunga querelle.
Wind vince su Pacchetti Vodafone +. Lo spot in cui il protagonista,  un giovane ragazzo, musicista di strada, suona la chitarra e canta all’unisono con un cane incontrato casualmente, mentre la voce narrante recitava: “Le cose più belle si fanno in due. Ecco perché Vodafone ti regala le chiamate alla persona a cui tieni di più. Ti basta scegliere uno dei pacchetti Vodafone più”, è stato ritenuto ingannevole. Infatti, come sostenuto da Wind nel ricorso al Giurì di autodisciplina pubblicitaria, era improprio l’uso fatto della parola “regalo”, termine che genererebbe nella potenziale utenza il convincimento che i sottoscrittori delle nuove offerte ricevono come un quid aggiuntivo la possibilità di parlare senza costi con un numero telefonico a scelta. Per Vodafone il termine “regalo” rinviava al concetto di “gratuito” il cui utilizzo è concesso non solo per indicare un omaggio, ma anche quando l’offerta a pagamento comporta un risparmio di spesa rispetto allo standard. Il messaggio si limitava a presentare l’offerta in termini generici e il rinvio ad altre fonti per informazioni supplementari non configura alcun inganno.Non l’ha pensata così il Giurì che ha sottolineato che l’omessa informazione genera inganno quando il messaggio, seppur generico, ricorre, come nel caso di specie, a un’espressione forte e inequivocabile (“regalo”), capace di generare nel consumatore l’attesa di un pregio differenziale dell’offerta destinata a essere delusa. L’espressione “Vodafone ti regala le chiamate alla persona a cui tieni di più. Scegli uno dei pacchetti Vodafone+” genera nel consumatore un’aspettativa di gratuità di un servizio che le condizioni alle quali il messaggio promozionale rinvia deludono. Infatti, il corrispettivo del servizio offerto e oggetto del messaggio contestato è fisso e indipendente dalla fruizione, dalla non fruizione o dalla mancata opzione per l’attribuzione.
Pronta la replica di Vodafone che ottiene lo stop al messaggio Wind sull’offerta Absolute Asdl. In discussione una campagna in cui si promuoveva una tariffa che permetteva di utilizzare adsl senza limiti, con telefonate a 0/cent al minuto, 19,95 euro/mese; 30 minuti mese gratis, verso tutti i cellulari per un anno. Troppo confusa e non chiara la comunicazione, che il Giurì, accogliendo questa volta la domanda di Vodafone, ha ritenuto non conforme all’art. 2 del Codice di autodisciplina pubblicitaria.  Troppi rinvii progressivi a fonti dell’offerta (dallo spot, ad internet, a note difficilmente fruibili in video), che rendono difficile e mai completamente chiara la comprensione delle effettive reali caratteristiche dell’offerta.
Forte di questo momentaneo pareggio, Vodafone ha tentato l’affondo, vedendosi però respinta dal Giurì. Lo spot Wind “All Inclusive a 16 euro al mese”, è stato ritenuto conforme all’art. 2 Cap. Il messaggio rappresentava una scenetta fra Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada, in cui il personaggio di Panariello riferisce di aver invitato alla propria festa di matrimonio 1000 persone, “contattate con chiamate, messaggi ed email”. Durante la scenetta, lo speaker e le headline dello spot comunicano il contenuto e i costi dell’offerta “Wind All Inclusive”. Vodafone riteneva che la dicitura “Traffico Internet Illimitato” fosse particolarmente decettiva poiché induceva il consumatore a credere di acquistare un servizio Internet alla migliore velocità consentita dalla rete al momento disponibile, indipendentemente dal volume di traffico consumato; mentre in realtà la capacità di navigazione offerta era gravemente compromessa quando veniva scaricato un volume di dati superiori a 1 GB al mese. Il Giurì, precisato che scaricare volumi di dati superiori a 1 GB è estraneo alla fisiologia dei comportamenti di chi utilizza la rete attraverso il telefono cellulare, ha ritenuto che l’impianto comunicazionale dell’offerta fosse corretto. Il riferimento al traffico Internet illimitato compare in un super ben visibile e accompagnato dalla precisazione scritta secondo cui la velocità può subire riduzioni per effetto del superamento di volumi di traffico. Quest’ultima precisazione  era comunque visibile per un tempo sostanzialmente corrispondente a quello del claim di rivendicazione di illimitatezza del traffico e nel complesso. Pubblicità assolta e teorico 2 a 1 per Wind.
Infine, e siamo a pochi giorni or sono, l’affondo di Wind. Pochi giorni fa il Giurì, accogliendo il ricorso di Wind  ha ritenuto che il messaggio “Vodafone ti regala le chiamate alla persona a cui tieni di più” – “Tutte le chiamate al tuo numero preferito in regalo”, costituisse inosservanza di Vodafone alla decisione 118/11 del Giurì. Da qui la decisione di  reiterare l’ordine di cessazione,  disponendo che si dia notizia al pubblico dell’inottemperanza con estratto della presente decisione a cura dell’Istituto e con pubblicazione sul sito IAP e per una volta sul ‘Corriere della Sera. A breve sapremo il perché di questa decisione che porta Wind sul 3-1.