VIZI PUBBLICITARI-Can che abbia non morde…

di Federico Unnia

I toscani concorderanno: Barilla tanto ha gridato contro la pubblicità comparativa side by side di Plasmon, ritenendola scorretta, offensiva, immorale. Avrebbe forse dovuto riflettere maggiormente su un fatto: chi si imbarca in un confronto di tal genere, avendo alle spalle un marchio, una notorietà, un’immagine così forti e consolidati, per di più vendendo alimenti per l’infanzia e non bulloni (con tutto il necessario rispetto), prima di mettere in gioco tutta la sua reputazione ci pensa non una ma venti volte.
E così è stato se è vero che il Giurì di autodisciplina pubblicitaria ha ritenuto corretta l’impostazione della comparazione pubblicitaria side by side lanciata da Plasmon contro Barilla, se si eccettuano due punti della comunicazione che dovranno essere modificati. Si tratta della fascia di età cui ci si riferisce nel citare bambini e adulti; e una doverosa chiarezza nella quantificazione delle percentuali di sostanze inquinanti contenute nei prodotti Barilla in quanto espresse in un’unità di misura che ne enfatizza in modo potenzialmente fuorviante la quantità per il consumatore.
Come dire, fatte queste modifiche tutto ok. Ma non solo: Plasmon ha ottenuto un grande successo, facendo dichiarare non conforme all’art. 2 Cap 8per capirci, pubblicità ingannevole) l’affermazione “A mangiar bene si comincia da Piccolini” usata per promuovere un segmento di prodotti rivolto anche qui ai bambini. Non solo Barilla non potrà più usare questa slogan, ma quel che è peggio dovrà rifare le confezioni.
Insomma, un bell’inizio di quella che avrebbe dovuto essere la riscossa d’immagine di Barilla contro Plasmon.