La verità contro gli stereotipi: per Saatchi & Saatchi la vita dei sacerdoti di Napoli non è un film

Saatchi & Saatchi ha sviluppato un progetto di comunicazione digitale strutturato in due fasi, volto ad abbattere i luoghi comuni e a far conoscere l’opera non raccontata che migliaia di sacerdoti svolgono ogni giorno al fianco delle fasce sociali più deboli.

Per il progetto di comunicazione, dal titolo Questo non è un film, l’agenzia ha scelto una delle location diventata tristemente simbolo di degrado, Napoli, per raccontare le storie di 4 sacerdoti e l’energia positiva di tanti napoletani che si impegnano ogni giorno a fianco delle persone più svantaggiate. Storie mai raccontate dai media, simbolo di quelle migliaia di sacerdoti e di volontari di cui non si parla mai, ma che fanno la differenza fra la vita e la morte per tanti altri. Con “Questo non è un film” Saatchi & Saatchi ha scelto il linguaggio del lungometraggio per portare le loro storie alla luce, 32 minuti di racconto delle vite e delle opere di 4 sacerdoti di Napoli contro la mafia e il razzismo e al fianco dei poveri e dei dimenticati. Ma si tratta di un film molto particolare.
 
Come ogni nuovo film in uscita, il lungometraggio è stato presentato con locandine, trailer e formati tabellari on line, per convogliare gli utenti verso il sito teaser questononeunfilm.it ed è stato promosso presso i circuiti cinematografici tradizionali. Le storie dei sacerdoti sono state comunicate in questa prima fase come 4 film diversi, dei generi più classici del cinema, western, guerra, amore e fantasy, senza fare alcun riferimento esplicito ai reali temi della storia. L’obiettivo era quello di attirare il pubblico più giovane e più resistente ai temi della Chiesa, per questo è stato scelto un look and feel molto aggressivo e urban, con il rap dei napoletani Co’ Sang come colonna sonora del trailer.

Il film è andato in onda in esclusiva web il 12 dicembre su www.questononeunfilm.it  e gli utenti che sono tornati sul sito per vederlo si sono trovati davanti ad una sorpresa: il titolo era cambiato. “Questo non è un film. Questa è la verità” è il nuovo titolo che completa la seconda fase dell’operazione, dove le storie dei sacerdoti hanno finalmente preso vita nel racconto integrale di quello che appunto non è un film, ma è tutta la verità sulla coraggiosa opera che svolgono a Napoli. Niente attori e nessuna comparsa, solo le loro storie e il desiderio di raccontarle.

L’idea del progetto di comunicazione è di Antonio Di Battista (copywriter) e Manuel Musilli (art director) con la direzione creativa di Stefano Maria Palombi e la direzione creativa esecutiva di Agostino Toscana. Il film è stato scritto e diretto da Stefano Maria Palombi, con la direzione della fotografia di Gianluca Laudadio. Il web design di questononeunfilm.it è di Ilaria Agresta. Responsabile della produzione web Silvio Coco, mentre il web developer è Dario Cataldi. La casa di produzione è la Lux Vide.