VIZI PUBBLICITARI-Philips cade sulle ….patatine fritte

di Federico Unnia

Espressioni non veritiere e , soprattutto, decettive in grado come tali di ammantare di qualità riconosciute da tutti un prodotto che non lo è. E’ questo in sintesi il succo del procedimento svoltosi avanti al Giurì di autodisciplina pubblicitaria su istanza di Groupe Seb Italia la quale ha chiesto ed ottenuto il blocco della pubblicità diffusa Philips relativa all’elettrodomestico per cottura di alimenti “Airfryer” per violazione dell’art. 2 Cap. Secondo Seb, le affermazioni “Frigge senza olio”, “Airfryer per una frittura ancora più gustosa senza olio” e “Patatine ancora più gustose senza olio” sarebbero state ingannevoli in quanto i termini “friggere” e “frittura” alluderebbero a un procedimento che non può prescindere dall’aggiunta di olio (o altro grasso) soprattutto se si tratta di patatine. Inoltre, i claim denunciavano un vanto di superiorità di risultato che istituiva una comparazione indiretta illecita, sia rispetto agli alimenti fritti preparati tradizionalmente, sia rispetto ai cibi preparati con apparecchi analoghi ad “Airfryer”. Infine, il claim “Patatine croccanti in soli 12 minuti”, sarebbe stato ingannevole in quanto la promessa non terrebbe conto del tempo di preriscaldamento dell’apparecchio.

Philips – nella sua difesa – aveva sostenuto, tra l’altro – che una friggitrice si potrebbe definire tale anche se cuoce esclusivamente ad aria calda e il risultato della cottura sarebbe comparabile a quello del fritto tradizionale. L’espressione “senza olio” chiariva che non si trattava di una frittura tradizionale.

Il Giurì ha ritenuto che il riferimento alla frittura, che secondo la tradizione culinaria e l’accezione della lingua italiana indica il cuocere un cibo per mezzo della immersione in olio o altro grasso bollente o comunque per mezzo del contatto con tali sostanze, sarebbe stato impiegato senza che vi corrispondesse una reale capacità di “Airfryer” di friggere, ma piuttosto di offrire un risultato in qualche modo assimilabile a quello di una frittura in senso proprio.
Inoltre, ha aggiunto il Giurì, nel momento in cui la stessa Philips consigliava per alimenti che in partenza non contengono grassi aggiunti, quali le patate fresche, l’aggiunta di una dose d’olio per chi voglia ottenere un risultato organolettico soddisfacente in termini di sapore e croccantezza, veniva meno l’attendibilità della promessa “friggere senza olio”. Da tutto ciò deriva l’ingannevolezza del messaggio. Anche il claim “Patatine croccanti in soli 12 minuti” secondo il Giurì contrastava con l’art. 2 Cap poiché esalta l’aspetto di praticità e celerità di impiego dell’apparecchio nella preparazione delle patatine. La promessa del claim era però contraddetta dai tempi di cottura indicati in apposita tabella dal manuale di istruzioni dell’apparecchio, da cui si deduce che il tempo medio complessivo di preparazione si colloca tra i 12 e i 23 minuti sia che si tratti di “patatine surgelate” sia che si tratti di “patatine fatte in casa”, con un peso variabile fra i 300 e i 700 grammi. Con ciò inducendo in errore i consumatori circa la caratteristica prestazionale vantata, che riveste una indubbia rilevanza rispetto all’attrattività del prodotto.

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