ISTINTO E IMPRESSIONI- Caro Tex

2021

di Maurizio Rompani

Quest’anno ho deciso, la letterina di Natale la mando a te e non a Gesù Bambino. Un po’ in anticipo, perché avendo avuto il piacere di conoscere il tuo papà Gianluigi Bonelli e anche tuo zio Sergio, so quanto ci vuole a comporre una delle tue storie. E quella in cui io ti chiedo di cavalcare è molto lunga. Ma riprendiamo il discorso, perché proprio a te? Facile caro Tex – tu mi perdoni se non ti chiamo Dottor Willer come qualunque ossequiante buon italiano farebbe –  perché sono stufo di essere buono. Perché ho capito, forse troppo tardi, che essere buono significa a questo mondo solo farsi prendere in giro, se non di peggio. E allora basta. Ho deciso che l’unica persona che può migliorare un po’ questa società  sei tu, con il tuo senso di giustizia e, soprattutto, con i tuoi metodi. Nel 2008 Mauro Boselli scriveva di te “ Ok, sono un eroe del bene,  non uno stinco di santo. Non sopporto i farabutti e i prepotenti. Non sopporto chi se la prende con i più deboli. Non so se questo ha a che fare con la religione. So che ha a che fare con quello che sono: un uomo”   Vedi che in Italia, ma non solo, abbiamo bisogno di te?  Qualche esempio per convincerti?  Sono convinto che se il solito bifolco maleducato che parcheggia in seconda fila per andare al bar, anziché essere solo guardato male per la sua azione, raggiungesse la sua auto uscendo dalla vetrina in volo grazie ad un tuo micidiale pugno… beh,  la volta successiva cercherebbe un parcheggio anche se a due km di distanza.  E quello che passando con il rosso e con il telefonino incollato all’orecchia ti guarda con strafottenza? Perché non prova a farlo con te? Scommetto che poi, uscito dall’ospedale, aiuterebbe le vecchiette a passare sulle strisce e userebbe solo i telefoni pubblici. Anche perché tu ci hai insegnato in più di cinquecento avventure che i prepotenti esistono perché in fondo noi siamo solo dei  conigli. Ho una idea. Dopo una bella scazzottata, andiamo a farci una bistecca alta tre dita con una montagna di patatine fritte, poi tre o quattro bicchierini di bruciabudella. Anche perché, se andiamo ad un happy hour milanese, ho paura che tu, a ragione,  tiri fuori i tuoi ferri da stiro. Poi se mi permetti, un po’ di sana invidia:  in  fondo tu non hai mai avuto problemi di colesterolo mangiando sempre così, e noi qui a tofu e pilloline a fare analisi un mese si e uno no. Come fai, chi è il tuo medico? Lo so, lo so, Nuvola Rossa. Si hai ragione, ci hanno insegnato che c’è lo stato di diritto, la legge. Tutto vero: però si sono dimenticati di dirci  che era uno stato in cui il diritto è quello di pochi a prevaricare sui molti. E la legge? Forse se la legge usasse i tuoi metodi sai quanti la rispetterebbero molto più che adesso. In fondo ormai abbiamo capito che la bilancia della dea giustizia serve per pesare quanti soldi hai, più pende e più hai ragione. Mi fanno pena quei poveretti che per pochi soldi, credendoci, tentano di applicarla. Tu che sei un ranger dagli una mano: se lo meritano e sono fra i pochi in cui abbiamo fiducia. Più di una volta hai oltrepassato certi confini per il trionfo del bene ed hai sempre vinto. Certo, ci dicono che dobbiamo essere tolleranti, perdonare. In fondo Alessandro Manzoni ci ha scritto un romanzo sul perdono. Però è anche vero che ad un certo punto se il buon Dio non si fosse arrabbiato e parecchio, Don Rodrigo farebbe ancora parte del Board del FMI o di qualche agenzia di rating. Sono dai tempi di Gesù che noi perdoniamo e tolleriamo, avremo finalmente un po’ diritto ad essere arrabbiati?Caro Tex, avrei voluto che ci fossi tu quella volta davanti a Wall Street, quando quei due  brindavano a champagne ridendo all’indirizzo di quei disoccupati che manifestavano sotto le finestre. O quella volta che chi ci ha fatto perdere il lavoro si è intascato una liquidazione di qualche milione, o quella volta che un onesto artigiano o piccolo imprenditore ha chiesto un prestito in banca, o quella volta che …..Tu li sai riconoscere quelli vestiti eleganti che però sono molto peggio di tanti piccoli delinquenti, sono quelli che tratti peggio e che ti fanno più arrabbiare.  Noi no. Qui, nella patria del diritto, la differenza fra estorsione e speculazione, fra criminalità organizzata e alta finanza è data dall’abito, dal mondo che si frequenta. Qui più sembri e meglio sei. Che differenza con te  che credi nell’amicizia, che ti batti per la giustizia, che vivi con gli indiani e che ti sei sposato  con un’indiana quando ancora gli indiani erano visti, per lo più, come carne da cannone.  Che a differenza di noi sei  capace di distinguere, senza se e senza ma, il buono dal cattivo.Ecco il regalo che ti chiedo: la tua presenza  e i tuoi metodi, anche solo  per qualche mese.  Portati anche Kit Carson, Tiger Jack e tuo figlio Kit. I tuoi Navajo, Cochise con i suoi Apache, Gross Jean, Pat e tutti gli altri. Adesso che ci penso vieni anche con El Morisco e Mefisto, avrai sicuramente bisogno di loro per riuscire a penetrare nei misteri soprannaturali della finanza. Tutti insieme con i tuoi compagni di avventure per far sparire dalla bocca di tanti quel sorrisino pieno di supponenza e di arroganza: niente di definitivo o di drammatico, ma in fondo come dici tu, come faranno senza denti a ridere?  Cavalca con me Aquila della Notte. Ti aspetto, buonanotte.