L’Audience Radar di Spot and Web: Auditel supera 358 milioni di stream e la CTV entra nel radar della pubblicità

Nuovo appuntamento con l’osservatorio settimanale di Spot and Web sui numeri che stanno cambiando media e advertising. Questa settimana il digitale accelera ancora: Auditel supera 358 milioni di stream, Nielsen porta la Connected TV dentro Ad Intel Italia e negli Stati Uniti lo streaming arriva al 49% del consumo televisivo.

Il confine tra televisione e digitale continua ad assottigliarsi.

E questa settimana L’Audience Radar di Spot and Web fotografa un passaggio particolarmente significativo: non sta cambiando soltanto il modo in cui il pubblico guarda i contenuti. Sta cambiando anche il modo in cui il mercato misura gli investimenti pubblicitari che seguono quel pubblico.

Tre segnali, in particolare, meritano attenzione: la nuova accelerazione dell’Auditel Digitale, l’ingresso della Connected TV nella rilevazione italiana di Nielsen Ad Intel e lo streaming che negli Stati Uniti arriva ormai a un passo dal rappresentare metà dell’intero consumo televisivo.

Auditel Digitale supera quota 358 milioni di stream

Il primo dato arriva dall’Italia.

Nella settimana dal 30 agosto al 5 settembre 2026, Auditel registra 358,499 milioni di Legitimate Streams.

La settimana precedente erano stati 314,821 milioni.

In sette giorni la crescita è quindi di circa il 13,9%.

Non è soltanto il numero degli stream ad aumentare. Il tempo complessivamente trascorso sui contenuti digitali rilevati sale da 43,450 a 45,197 milioni di ore.

La durata media dello stream, invece, scende leggermente: da 13 minuti e 34 secondi a 12 minuti e 47 secondi.

È una dinamica interessante: cresce fortemente il volume della fruizione, mentre la durata media di ogni singolo stream si riduce.

Mediaset davanti, Sky accelera

Tra gli editori, Mediaset raggiunge 194,607 milioni di stream, con una crescita nell’ordine dell’11,7% rispetto alla settimana precedente.

Ma il dato più evidente riguarda Sky, che passa da circa 60 milioni a 79,136 milioni di stream, registrando un incremento di quasi il 32%.

La Rai raggiunge 51,042 milioni, mentre DAZN si mantiene intorno ai 27 milioni di stream.

La fotografia conferma come l’inizio della nuova stagione televisiva e sportiva stia rapidamente modificando i livelli di consumo digitale.

Ed è proprio il confronto settimana su settimana che può diventare uno degli indicatori più interessanti da seguire all’interno dell’Audience Radar.

Non più soltanto “quanto viene visto”, ma con quale velocità cambiano le abitudini di visione.

La Connected TV entra nella misurazione degli investimenti italiani

Il secondo segnale della settimana riguarda direttamente il mercato pubblicitario.

Nielsen ha annunciato l’integrazione della Connected TV all’interno di Ad Intel Italia, il sistema utilizzato per monitorare gli investimenti pubblicitari sui diversi mezzi.

È un passaggio importante.

Tra le piattaforme che entrano nella nuova rilevazione figurano realtà come Amazon Prime Video, Netflix, Disney+, YouTube, DAZN, RaiPlay, Mediaset Infinity, Discovery+ e Now.

Significa che il mercato pubblicitario potrà disporre di una fotografia più completa della spesa destinata al video digitale e confrontarla con quella della televisione lineare e degli altri mezzi.

Fino a pochi anni fa lo streaming veniva osservato soprattutto attraverso il numero degli abbonati o il tempo di visione.

Ora diventa sempre più chiaramente anche un mercato pubblicitario da misurare.

La CTV non è più un territorio laterale

Il punto strategico è proprio questo.

Netflix, Prime Video, Disney+, YouTube e le piattaforme dei broadcaster tradizionali stanno convergendo verso uno stesso terreno competitivo.

Quello dell’attenzione video.

Per gli investitori pubblicitari, la distinzione tra televisione tradizionale e streaming diventa progressivamente meno importante.

Conta sempre di più poter rispondere a tre domande:

Dove si trova l’audience?
Quanto tempo trascorre sui contenuti?
Quanto costa raggiungerla?

L’integrazione della CTV in Ad Intel va esattamente in questa direzione.

Negli Stati Uniti lo streaming arriva al 49% della TV

Il terzo segnale arriva dagli Stati Uniti.

Secondo il nuovo The Gauge di Nielsen, lo streaming rappresenta ormai il 49% del consumo televisivo complessivo americano.

In un solo mese la fruizione streaming cresce del 3,4%.

Il dato più significativo riguarda ancora una volta YouTube, che raggiunge il 14,2% dell’intero consumo televisivo, nuovo massimo storico per la piattaforma.

La visione su YouTube cresce del 6% nel mese.

Anche Peacock beneficia dei grandi eventi sportivi e registra un incremento del 15%, arrivando al 2,6% della TV.

La televisione complessiva, anziché rallentare durante l’estate, cresce del 2,2%, sostenuta anche dai grandi appuntamenti sportivi.

Streaming vicino al sorpasso simbolico

Quel 49% ha però un valore che va oltre il semplice dato statistico.

Significa che negli Stati Uniti quasi un minuto televisivo su due viene ormai consumato attraverso lo streaming.

Il sorpasso simbolico del 50% appare sempre più vicino.

E soprattutto dimostra che parlare di streaming come “alternativa” alla televisione tradizionale comincia ad avere poco senso.

Lo streaming è ormai televisione.

O, più precisamente, è una delle principali modalità attraverso cui il pubblico consuma contenuti televisivi.

Dall’audience agli investimenti

Ed è proprio mettendo insieme Auditel e Nielsen che emerge il filo rosso della settimana.

In Italia aumenta rapidamente il volume di contenuti televisivi fruiti digitalmente.

Negli Stati Uniti lo streaming arriva al 49% del consumo TV.

E contemporaneamente la Connected TV entra in modo più strutturato nei sistemi di monitoraggio della spesa pubblicitaria.

Audience e advertising si stanno quindi muovendo nella stessa direzione.

Prima si è spostato il pubblico.

Adesso lo stanno seguendo i budget.

Il vero terreno di battaglia è l’attenzione

La competizione non è più semplicemente tra TV lineare e digitale.

È una competizione tra piattaforme, contenuti e schermi per conquistare una risorsa sempre più preziosa: il tempo delle persone.

E subito dopo quel tempo arriva la pubblicità.

È questo, probabilmente, il dato più importante che emerge dal Radar di questa settimana.

Non stiamo più soltanto misurando dove va il pubblico. Stiamo iniziando a misurare con maggiore precisione dove vanno gli investimenti che cercano di raggiungerlo.

Ed è su questo terreno che continuerà a muoversi L’Audience Radar di Spot and Web, settimana dopo settimana.