Nei prossimi 5 anni serviranno 5000 meccanici e meccatronici, ma si fatica a trovarli


15 maggio 2019

   

Franco Fenoglio, Presidente UNRAE lancia l’appello

Un settore che non conosce crisi quello dell’automotive e dell’autoriparazione, come confermano i numeri del settore. Ma che fa sempre più fatica a trovare forza lavoro, soprattutto giovane, per stare al passo con la sua espansione. È questo quello che traspare dalle dichiarazioni di Franco Fenoglio (nella foto), presidente di ItalScania e UNRAE, che conferma la sua soddisfazione per l’andamento del settore (83.231 imprese attive in Italia nel settore dell’autoriparazione, che diventano 117.575 se si considera l’intero comparto della rete di assistenza, in aumento dello 0,3% dallo scorso anno con trend costante), ma lancia un appello ai giovani di scommettere su questo settore e su loro stessi, e l’occasione migliore per farlo sarà sicuramente la 28^ edizione di Autopromotec, Biennale Internazionale delle Attrezzature e del Postvendita Automobilistico che si terrà dal 22 al 26 Maggio presso al Fiera di Bologna: “Durante la fiera, noi di UNRAE abbiamo voluto creare un incontro con i giovani che vogliono lavorare nel nostro settore che si terra il 23 Maggio. Nei prossimi cinque anni serviranno cinquemila meccanici specializzati. Ci aspettiamo una partecipazione di un migliaio di ragazzi e l’obbiettivo è quello di creare un interesse. Perché già dalla fine di questo incontro verrà data loro la possibilità di lasciare CV e nominativi cosicché potranno essere selezionati e proposti alle varie aziende che valuteranno l’idoneità all’assunzione. Le aziende di UNRAE sono tutti marchi importanti, come ad esempio Volvo, Scania o Mercedes”

Lo stato di salute di cui gode il settore è confermato anche dai dati di Autopromotec, che in questa edizione ha aumentato lo spazio espositivo per permettere ad oltre 1650 espositori (+4,4% rispetto all’ultima edizione) di essere presenti, con 53 paesi del mondo rappresentati e una aspettativa di visitatori che supera i 110.000, numero simile alla scorsa edizione da record. Eppure, nonostante i numeri incoraggianti in un momento storico di grande disoccupazione giovanile, le aziende faticano a trovare giovane personale da assumere. Per Fenoglio si tratta di una questione culturale: “Nella nostra società si pensa spesso al meccanico come un lavoro “sporco” o poco nobile. Sono gli stessi genitori dei ragazzi che vogliono vederli dottori, avvocati o amministratori delegati ritenendo meno dignitoso il nostro mestiere. Eppure queste persone non si rendono conto che ormai si lavora in Officine 4.0, con degli strumenti elettronici e dei sistemi di diagnostica tecnologicamente avanzatissimi.

Non cerchiamo semplice manovalanza, ma giovani operai scolarizzati e specializzati, ragazzi e ragazze che sappiano in futuro interagire con i più sofisticati sistemi dei veicoli visto ora si pensa anche alla guida autonoma. Ho voluto specificare ‘ragazze’ perché purtroppo resiste ancora lo stereotipo che l’officina non sia un posto per donne. Eppure spesso è proprio la meticolosità femminile a renderle top class in questo settore”.


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