I numeri del mezzo radio aggiornati a TER 2018


3 febbraio 2019

   

di Claudio Astorri

La pubblicazione dei dati annuali di TER 2018 è l’occasione per fare un check alla salute del mezzo Radio nei suoi 3 parametri fondamentali. E con la maggiore oggettività rispetto al trend dall’anno 2001.

ADJ-1000x600-Numeri-Circolari

Mentre l’attenzione e la curiosità sono tutte per il quadro competitivo tra le singole stazioni Radio, la pubblicazione delle anticipazioni dei dati annuali di TER 2018 offre in realtà, se non soprattutto, l’opportunità di effettuare un controllo sulla salute del complesso del mezzo Radio nei suoi differenti parametri fondamentali: ascoltatori nei 7 giorni, ascoltatori nel giorno medio e ascolti medi nel quarto d’ora tra le 6 e le 24.

Qui e ora è possibile sì osservare i differenti dati generali sul mezzo Radio, che includono quindi l’ascolto di tutte le emittenti per il 2018, ma all’interno dei trend con tutte le annualità sin dal 2001. E’ pertanto un’analisi di trend di lungo periodo.

Piccola avvertenza. Vi sono 2 variabili che rendono ardito ricostruire gli andamenti con totale omogeneità: sono i cambi metodologici intercorsi negli anni (indagini AudiRadio, RadioMonitor e TER) e le variazioni della popolazione. Sui cambi metodologici non abbiamo possibili soluzioni di parametrizzazione mentre per le variazioni della popolazione possiamo ad esempio leggere i dati principali nella quota della popolazione servita anziché nei valori assoluti.

ASCOLTATORI nei 7 GIORNI

In base all’indagine TER 2018 gli individui oltre i 14 anni che si sintonizzano in Italia sulla Radio almeno una volta a settimana sono 43.978.000, pari all’83,02% della popolazione. Vi è crescita rispetto al 2017. Ecco il trend dal 2001 ad oggi che esclude il 2011, anno in cui nessuna ricerca ufficiale è stata condotta.

   

Mezzo-Radio-Trend-7-Giorni-1000x425

Il dato dell’83,02% nel 2018 è certamente eccellente ma osservando il grafico una domanda sorge immediata e ci induce a un’indagine più approfondita: cosa è successo tra il 2010 e il 2012? Si tratta di una caduta secca dall’89,62% all’82,96%, poco meno di ben 7 punti.

La grave perdita può essere giustificata dal cambio metodologico intercorso tra la fine dell’era di AudiRadio (in vigore fino al 2010 ma per quell’anno in pubblicazione con i soli dati generali e provinciali) e l’inizio di quella di RadioMonitor? Non lo si può affermare con certezza, lo si può solo sospettare. Sospetto, parola che segnala opacità, brutta parola. Chiudendo al sospetto e dando per scontata la validità dei dati è preferibile, sia laicamente che costruttivamente, cercare di capire chi abbia lasciato la Radio nell’ascolto dei 7 giorni in modo così significativo. Quali target? Quali ascoltatori? Per cercare una risposta sono da utilizzare 2 riferimenti temporali tra le indagini di ascolto; il primo è l’anno 2009, l’ultimo approvato ufficialmente e complessivamente, e il secondo è il 2017, il peggiore sull’ascolto nei 7 giorni dell’era post-AudiRadio e l’ultimo del quale si abbiano ad oggi i dati dei volumi.

Piccola nota: la classe di età più giovane nel confronto demografico e in quelli successivi è dei 15-17 per omogeneità alla ricerca 2009 che la prevedeva così.

Popolazione-Confronto-2009-2017

Occupiamoci per un attimo e come primo aspetto dalla demografia. Popolazione 14+ del 2009: 53.483.000. Popolazione 14+ del 2017: 52.956.000. Differenza: -527.000. Olé, mezzo milione di persone in meno. Dannazione. Il peggio è tuttavia nella composizione della popolazione che è molto cambiata in soli 8 anni, caspita se è cambiata. Osserviamo quanto, sempre tra il 2009 e il 2017, in ordine e per classe di età.

15-17 anni: + 183.520 individui
18-24 anni: – 106.860 individui
25-34 anni: – 1.278.850 individui
35-44 anni: – 873.960 individui
45-54 anni: + 1.466,280 individui
55-64 anni: + 557.510 individui
Oltre 64 anni: + 1.424.750 individui

Se ne parla tanto ma se ne guardano poco i numeri, che fanno impressione. L’invecchiamento della popolazione è qualcosa di più che palpabile. In soli 8 anni gli individui tra i 18 e i 44 anni sono scesi complessivamente di 2.259.670 unità mentre quelli oltre i 45 anni sono cresciuti cumulativamente di 3.448.540. Per usare un eufemismo: cambiamenti epocali.

Resta da osservare quanto la classe di età oltre i 64 anni sia di gran lunga la più numerosa anche perché, data la durata media della vita nel nostro Paese, include un segmento demografico di circa 20 anni a differenza degli altri che sono solo al massimo di 10.

Ora che abbiamo saggiato i trend in atto nella demografia siamo pronti a comprendere meglio cosa sia successo agli ascoltatori Radiofonici nei 7 giorni.

Confronto-2009-2017-7G-per-Classe-di-Età-1000x504

Mentre perdiamo troppo del nostro tempo a rispondere ai guru digitali e ai nerd sul fatto che i giovani non ascoltino più la Radio (osservare il trend 15-17, grazie alla Visual Radio) il problema vero e serio è sugli oltre 64 anni. Eccome se è vero e serio. La share di ascolto nei 7 giorni scende nel segmento più adulto dal 78,44% del 2009 (già ben al di sotto della media) al solo 60,24% del 2017. Ed è il gruppo di età che ha avuto, come abbiamo visto più sopra, la massima spinta demografica degli 8 anni dell’intervallo preso in esame. In valore assoluto il mezzo Radio ha perso tra il 2009 e il 2017 e solo negli oltre 64 anni ben 1.316.010 ascoltatori nei 7 giorni. I quali ovviamente non possono poi nemmeno apparire nel fatidico giorno medio.

Ricordandoci che la Radio è un mezzo di comunicazione di massa e non solo un insieme di bit, come vorrebbero i guru digitali e i nerd, segnalo le possibili cause di questa gravissima debacle nell’ordine di gravità almeno dal lato degli autogol che gli stessi Radiofonici a mio avviso avrebbero commesso:

  • Lo spegnimento delle Onde Medie di RAI Radio 2 e RAI Radio 3 e la progressiva riduzione delle emissioni di RAI Radio 1 a partire dal 2004; è la più scellerata decisione, il più stupido suicidio mai commesso da mente umana coinvolta nella Radio. Servizio pubblico e grande copertura a livello Radio tagliati senza nemmeno pensarci un attimo per deficit del complesso aziendale. Da cittadino, una vera vergogna sociale. Mera amputazione, e senza nemmeno potenziare la FM. Totalmente ingiustificabile.
  • La cultura della omologazione e non della diversificazione dei target da servire con formati adeguati perpetrata dalla totalità degli editori commerciali nazionali e locali, troppo spesso miopi di fronte a opportunità di servizio sugli oltre 64 anni. Con l’aggravante poi del presupposto sbagliato dato da esempi solo parziali e non eccellenti e dal timore di mancati incassi commerciali per la teorica qualifica di quel target come di consumatori secondari o di scarso interesse. Vere baggianate.
  • Il mancato coinvolgimento nelle ricerche ufficiali recenti di fenomeni notevolissimi di ascolto sui target oltre i 64 anni come RADIO MARIA che, signore e signori, accoglie ascoltatori che diversamente e appunto non ascoltano il nostro mezzo. L’interesse all’iscrizione dell’emittente RADIO MARIA è di tutto il settore nell’impegno di rappresentare gli interi comparti al meglio, cosa che evidentemente non ha sfiorato nessuno dei soci di TER, presi solo dai loro numeri prima di quelli del mezzo.

ASCOLTATORI nel GIORNO MEDIO

In base all’indagine TER 2018 gli individui oltre i 14 anni che si sintonizzano sulla Radio almeno per una volta al giorno sono 34.703.000, pari al65,51% della popolazione. Numeri comunque molto importanti. Come per l’ascolto settimanale osserviamo il trend, in questo caso del giorno medio, dal 2001 al 2018.

Mezzo-Radio-Trend-GM-1000x445

La curva del giorno medio nella visione del trend è del tutto simile a quella dell’ascolto nei 7 giorni, infatti ne è figlia. E pertanto valgono le medesime affermazioni di cui copra. Anche con riferimento alle classi di età. Ecco il paragone 2009-2017 sviluppato in precedenza e applicato alla fruizione giornaliera.

Confronto-2009-2017-GM-per-Classe-di-Età

Resta qualche dubbio sul fatto che il problema degli ascoltatori della Radio non sia nei segmenti giovani ma in quelli più adulti?

ASCOLTO MEDIO nel QUARTO d’ORA

In base all’indagine TER 2018 gli individui mediamente sintonizzati nel singolo quarto d’ora sulla Radio tra le ore 6 e le ore 24 sono 6.389.000. E in valore assoluto questo è il secondo miglior dato dal 2001 dopo quello eccellente del 2015. Quindi la Radio perde qualcosa nel parco ascoltatori, ma al contempo accresce il suo appeal in termini di ascolto da parte di chi la fruisce settimanalmente e giornalmente.

Mezzo-Radio-Trend-AQH-1000x442

Il buon dato di sviluppo del quarto d’ora medio, ne è conseguenza, spiega anche l’incremento commerciale che la Radio ha avuto negli ultimi anni: un grandioso +23% nei ricavi pubblicitari negli ultimi 5 anni.

C’è un altro modo e del tutto speculare e simmetrico di vedere il quarto d’ora, peraltro parametrizzato dalle variazioni di ascoltatori, ed è quello della durata di ascolto. Il dato del 2018 è quello del 1° semestre, annualità non ancora disponibile e rintracciabile solo nei volumi in prossima pubblicazione.

Mezzo-Radio-Trend-TSL

Ben 205 minuti di Radio ascoltati tutti i giorni mediamente da 34.703.000 persone in tutta Italia. Questa è la forza della Radio, questi i suoi numeri grandissimi, da leggere e da reggere con molta responsabilità.


Spot and Web S.r.l. P.IVA 02684980184