Radio: i grandi gruppi alla prova dello sviluppo

di Claudio Astorri

L’ingresso di MEDIASET nel settore Radiofonico ha determinato una forte accelerazione del processo di concentrazione nel settore privato. Ben inteso, concentrazione proprietaria ma anche commerciale.

Il primo effetto è stato prodotto ovviamente dallo stesso gruppo editoriale di Cologno Monzese che è entrato nell’industria della Radio acquisendo simultaneamente R 101 da Mondadori, sottraendola a RTL 102.5 all’ultimo minuto o forse ai supplementari, e i preziosi asset di Finelco, Radio 105 e Virgin Radio; successivamente ha perfezionato anche l’acquisto della locale Radio Subasio e da ultimo della sua quarta emittente nazionale Radio Montecarlo. RADIO MEDIASET ha certamente ora il portafoglio leader di mezzi proprietari, e in soli 2 anni di lavoro. Una rivoluzione.

Il gruppo editoriale GEDI, che già detiene nel suo perimetro le emittenti nazionali Radio Deejay, Radio Capital e M2O, non è stato a guardare acquisendo il 10% di Radio Italia ma soprattutto importandone la rappresentanza esclusiva per la sua concessionaria di pubblicità Manzoni. Inoltre ha rafforzato il circuito di emittenti locali CNR in collaborazione con PRS. Da parte di GEDI dunque c’è stato un investimento certamente e relativamente più piccolo ma strategico e un solido lavoro di aggregazione sul lato commerciale.

Per le note vicende con complicazioni giudiziarie e conseguentemente aziendali, il terzo gruppo editoriale presente nel settore privato, il GRUPPO 24 ORE, si è potuto muovere nella Radiofonia esclusivamente nella dinamica dello sviluppo commerciale estendendo le emittenti in concessione alla sua 24 Ore System da Radio 24 a Radio Kiss Kiss.

E gli editori cosiddetti indipendenti della Radiofonia nazionale? Anch’essi e a pieno titolo sono da classificare come grandi gruppi, certamente Radiofonici.

Il gruppo RTL 102.5 ha prima acquisito e sviluppato Radio Zeta mentre Radio Freccia è stata una totale start-up. La crescita è immaginata nella modalità proprietaria senza altre emittenti con cui stringere accordi commerciali. Avendo investito oculatamente ma comunque moltissimo nella copertura del segnale FM (e non solo) delle 2 nuove emittenti molti operatori non immaginano nuove acquisizioni da parte del gruppo di Lorenzo Suraci. Raccomanderei invece molta cautela. L’imprevedibilità è di casa a RTL 102.5; la concentrazione potrebbe non essere ancora finita.

E’ sembrato più tattico se non interlocutorio il processo di concentrazione avviato dal gruppo RDS che si è mosso per opportunità. L’azienda di Eduardo Montefusco ha vinto le aste fallimentari per l’aggiudicazione del 10% di Radio Italia e del 25% di Radio Italia Anni 60 Lombardia; è un ingresso in punta di piedi nel mondo Radiofonico di Mario Volanti che ha però dichiarato di non volere dialoghi o sinergie con il nuovo socio che, oltretutto, si trova a fianco anche di GEDI nella emittente principale. Eccellente lavoro di RDS Advertising, la concessionaria del gruppo, sul circuito commerciale delle emittenti locali, una interessante iniziativa in competizione con PRS e TEAM RADIO.

In sintesi, mentre Radio Mediaset ha sviluppato la più grande concentrazione proprietaria nella storia di questo settore i concorrenti hanno reagito in vari modi: chi sullo stesso piano, ma necessariamente con capitali inferiori e brand non consolidate, chi miscelando il capitale disponibile a sinergie commerciali e chi solo con queste ultime. E’ interessantissimo seguire le evoluzioni e i possibili colpi di teatro, ma anche l’andamento della capacità di difendere o conquistare quote di mercato negli ascolti da parte dei 5 grandi gruppi.

E quindi veniamo al punto del contendere. I 5 grandi gruppi, i 3 editoriali e i 2 indipendenti, come si stanno comportando nella performance? Stanno sviluppando il loro valore tra gli ascoltatori? La capacità di generare nuovi e più affluenti ascolti è il passaggio obbligato di verifica dell’efficacia delle loro strategie verso il futuro. Osserviamo quindi come si sono comportate le loro stazioni proprietarie, e non quelle oggetto delle sinergie commerciali, nel passaggio dal 2017 al 1° semestre 2018, includendo nell’analisi anche le emittenti locali controllate.

Le analisi dei dati riguardano sia l’ascolto nei quarti d’ora medi sulle 24 ore (AQH) che gli ascoltatori nel giorno medio; il confronto è tra il dato di TER 2017 e quello di TER 2018, 1° semestre. Una nota e precisazione importante riguarda la somma degli ascoltatori nei giorni medi dei gruppi; è stata calcolata al netto e con software professionale e non come semplice somma algebrica; di fatto così sono escluse le duplicazioni di ascoltatori.

Una precisazione finale riguarda inoltre la comparazione tra periodi non omogenei e con quote generali di ascolto e di ascoltatori che sono variate nel contempo, peraltro significativamente e specie nel giorno medio. Considerate questo un esercizio che come output ha un sentiment…

Grandi-Gruppi-a-Confronto

Per chi ama assistere alla competizione tra soggetti di un mercato il risultato del primo semestre porta sicuramente vitalità; con i primi 2 grandi gruppi in perdita e di non poco nel quarto d’ora medio c’è sicuramente maggiore competitività. Radio Mediaset incassa un -7,97% e il gruppo RTL 102.5 un -3,77%. Gedi, al momento il terzo gruppo per ascolti degli asset proprietari nel pieno controllo, sale del 6,15% realizzando in valore assoluto l’incremento più significativo. E sostanzialmente Linus e il suo gruppo sono i vincitori di questo round, il primo in cui hanno cominciato contestualmente a sciorinare anche l’asso Fiorello.

Sempre con riferimento all’analisi più interessante, quella AQH che è la più direttamente coinvolta nell’assegnare il valore commerciale, colpisce la dimensione della forza di Radio Mediaset, al di là del dato specifico del semestre, che non è distante dalle 900.000 persone mediamente sintonizzate sulle 24 ore. E Mediamond, la concessionaria di pubblicità del gruppo, ha a disposizione anche il mandato per la pubblicità nazionale di Radio Norba, altra significativa forza della Radio. Si tratta di un impatto complessivo micidiale cui solo Gedi si oppone ma solo in virtù di accordi commerciali con altre emittenti. Almeno al momento.

Mentre il Gruppo 24 Ore si avvicina a quello di RDS con il contributo commerciale di Radio Kiss Kiss la polarizzazione Radio Mediaset vs. Gedi sembrerebbe mettere in seconda luce proprio i gruppi di Lorenzo Suraci e di Eduardo Montefusco che dalla loro, tuttavia, hanno certamente maggiore expertise Radiofonico nel senso stretto. Certamente si profila una competizione serratissima che farà solo bene all’Industria della Radio in Italia. E vincerà prima di tutto chi avrà saputo sviluppare valore dagli ascoltatori.