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Finalmente TER: terremoto AQH

di Claudio Astorri

Si è trattato di un sollevamento tellurico, come direbbero gli esperti di sismologia. Il totale AQH rilevato dal 1° semestre mobile di TER è stato di 6.390.000 individui. Secondo la ricerca basata su ben 60.000 interviste CATI ascoltano la Radio tra le 6 e le 24 mediamente 6.390.000 persone contemporaneamente sintonizzate. Urca, sono proprio tantissime! Ricordando che non è possibile effettuare per questa rilevazione Radiofonica una comparazione omogenea con quelle passate, sia per metodologia che per periodo, stiamo comunque descrivendo un incremento di ascolto del 28% in un anno. Dato che la base di ascoltatori giornalieri è salita del solo 0,1% lo scenario dinamico che abbiamo di fronte può essere letto come l’incremento del tempo di ascolto medio di circa il 28%. E ciò, almeno nella meccanica statistica, spiega perché siano cresciuti i giorni medi.
Ancora una volta in modo non appropriato ma al solo scopo di avere un “sentiment” confrontiamo i dati del 1° semestre mobile, che ha un trimestre nel primo semestre e un altro nel secondo, con il dato annuale di Radio Monitor del 2016. Ripeto, ricerche differenti e periodi disomogenei. Cominciamo dalle Radio Nazionali.

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E’ molto importante per leggere questa semplice pulsazione della rilevazione notare che la percentuale all’estrema destra della tabella indica la differenza dal 2016 depurata dell’incremento del 28%.

Cosa notiamo?

La prima osservazione è che le tesi secondo le quali l’inclusione della Visual Radio nella metodologia di rilevazione avrebbe falsato i valori in gioco a vantaggio di RTL 102.5 sembrano alquanto premature e certamente contradditorie. A parte il caso di Isoradio, la stazione nazionale che cresce percentualmente di più è RDS nei quarti d’ora con un bel +20%, e non è in TV e non ha Visual Radio; ha solo un programma di pochissime puntate l’anno su Sky i cui ascolti, mi si consenta, sono risibili e certamente tali da non giustificare assolutamente un boost di queste dimensioni anche in valore assoluto. Forse alcuni non comprendono il potere del flusso quando musica, conduzione, attualità e interattività sono orchestrate. E RDS ha aggiornato nel 2017 le prime due leve. E inoltre che non è solo la TV a fare la differenza, esiste altro nel mondo, fortunatamente.

La seconda osservazione è diretta al “sentiment” su RADIO RAI. E qui la valutazione su RAI RADIO 3 si deve differenziare; mentre ha perso qualcosa nel giorno medio è riuscita a guadagnare nei quarti d’ora al netto dell’incremento complessivo. Bene. Purtroppo RAI RADIO 1 e RAI RADIO 2 hanno scenari differenti. La loro perdita negli ascoltatori giornalieri è meno grave e meno significativa dei numeri in ripida discesa sui quarti d’ora. Dispiace seguire la discesa continua di due soggetti pubblici così importanti, con risorse umane pazzesche all’interno, e la cui crisi non è nell’interesse nemmeno dei concorrenti commerciali.

Infine vanno tributate delle attenzioni, questa volta molto positive, anche alle altre emittenti che hanno registrato una crescita netta a 2 cifre; RTL 102.5, RADIO ITALIA e VIRGIN RADIO.