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Vizi pubblicitari – Sfogo di mezza estate….Connessi o dis-connessi?

di Federico Unnia

Chi non ha mai fatto un sms o letto una mail mentre cammina per strada, percorre la banchina del metro o viaggia su un mezzo pubblico  alzi la mano!

Nessuno, temo, riesce a negarlo: il lavoro, l’amore, gli amici, il divertimento, il cazzeggio quando chiamano non si riesce proprio a resistere!

Eppure, una misura deve esserci. Rimango allibito  dalla massa di persone che non curanti di quello che avviene loro intorno guardano, leggono, scrivono attaccati al loro device. Una marea di persone connesse o una mandria di stupidi dipendenti?

Confesso che rispondere senza farsi nemici non sia facilissimo. Certamente utile, a lungo andare però devastante per la propria dignità di persona pensante.

È la modernità, mio caro! rispondono i fautori della interconnessione totale. Siamo indietro rispetto ai paesi leader, dobbiamo crescere e restare on line molto di più.

I più evoluti, quelli che parlando intercalano nelle frasi espressioni originali e slang innovativi come “Figata, fico, caccola (per dire che è una piccola cosa!)….”, i millennians per intenderci, sostengono sia un modo per condividere, per rendere vero il “mondo narrativo”, con effetti esorbitanti….

Insomma un delirio, un vuoto pneumatico….

Mentre penso a tutto questo mi torna in mente un concetto di Umberto Eco che, chiamato a commentare il grande merito di internet, sostanzialmente affermò che  una volta nelle osterie le sciocchezze di un qualsivoglia  avventore restavano tra 4 mura. Ora con la rete hanno rilevanza planetaria….