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Vizi Pubblicitari – COSA INSEGNANO LE RELAZIONI IAP E AGCM….

di Federico Unnia

I Social Media e le loro caratteristiche

Nello spazio di 24 ore, le due autorità italiane più importanti nel controllo e repressione delle comunicazioni commerciali scorrette ed ingannevoli hanno rilasciato i dati sull’esercizio 2016.

Numeri a parte, anch’essi espressione di un trend, qual è il ritratto che emerge sulle dinamiche e la correttezza del settore pubblicitario in questi ultimi 12 mesi? Parafrasando, verrebbe da dite Hic sunt social…..

Restiamo nei nostri confini, oltre i quali regna il caos e la legge del più forte.

Lo Iap nel 2016 ha rialzato la testa, ovvero ha messo a segno un significativi recupero in termini di casi affrontati e gestiti. I parerei preventivi sono cresciuti anch’essi, segnale questo di una ripresa non solo degli investimenti in nuove campagne ma, soprattutto, di una più forte esigenza di verificare prima se la campagna presenti o meno profili di non conformità al codice.

Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato archivia un anno con il segno positivo. Scendono, è vero, i pronunciamenti, ma esplodono letteralmente i casi risolti con la mediazione  e la modifica volontaria di elementi dei messaggi ritenuti non gravemente in contrasto con le regole del codice.

Un segnale, questo, della china che l’Autorità ha intrapreso. Colpire molto forte chi sgarra (o non ottempera ai provvedimenti dell’Autorità), come testimonia la forte crescita delle sanzioni amministrative pecuniarie inflitte (oltre 51 milioni euro, +62% sul 2015) e, al tempo stesso, ampliare il ricorso non solo agli impegni, ma anche alla c.d. moral suasion per ricomporre un possibile contrasto processuale.

Su questo, quindi, si riscontra una comunità d’intenti.

Sugli altri grandi temi aperti, ovvero le fake news, la riconoscibilità del contenuto e finalità commerciali di moltissime esternazioni diffuse sui social, la “santa alleanza” Iap – Agcm pare più debole. Lo Iap, con il varo della digital chart replica un meccanismo di cooperazione e condivisione tra tutti i soggetti direttamente coinvolti, strizzando l’occhio all’Agcom.

L’Autorità presieduta da Pitruzzella prosegue nella sua marcia, forte del potere persuasivo delle possibili multe che la legge gli riconosce la facoltà d’infliggere.

Quel che è certo, infine, è che sui social si gioca la sfida del futuro, non solo in termini di comunicazione e coinvolgimento del consumatore ma, più in generale, della tenuta stessa dei sistemi di controllo.
Un serrate le fila, coinvolgendo tutti, potrebbe rilevarsi una scelta debole se i grandi player non entrano decisi in gioco. Forse siamo alla vigilia di una stagione dell’emergenza?