Ciao Stefano

Ciao Stefano

mastrolitinon ti conoscevo personalmente, hai deciso di andartene in modo traumatico per chi rimane.

Leggo i post di sconforto dei tuoi tanti amici e ascoltatori. Una serie di domande mi vengono spontanee, quanti conoscevano il tormento che ti perplimeva?

Quanti hanno percepito questo “disagio” che minava il tuo io?

Dietro a un microfono, riuscivi a trasmettere sensazioni e donavi a chi ti ascoltava momenti di svago, anche mentale.

Ma quanto per un “comunicatore” è difficile trasmettere determinati stati che affliggono la propria vita. E quanto tanti “amici” non riescono a percepire tutto ciò. Quanto per un  “comunicatore”, perché in fin dei conti eri un comunicatore, risulta difficile condividere con gli altri i propri “malesseri” interiori.

Spesso si pensa che viviamo una posizione privilegiata rispetto ad altri e che il fatto di essere un “buon comunicatore” aiuti a superare momenti brutti che ti hanno portato a fare una scelta del genere.

Forse… anzi ne sono convinto, non è così…

Ciao Stefano buon viaggio

Mario Modica