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Vizi Pubblicitari – lo giuro… sul sederino del mio bimbo!

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Siamo abituati a giurare sulla testa delle persone che ci sono più care. Segno indiscutibile di verità in quanto andiamo dicendo su un fatto o su una perdona. In pubblicità vale lo stesso. Ora però il Giurì estende il principio, sanzionando la pubblicità, e alcune scritte riportate sulla confezione di una marca di pannolini, perché non veritieri sui presunti effetti che questi avrebbero sulla pelle del sederino dei bambini. Come dire, quindi, che devi dire la verità, parlando di pannolini, e giurare di dire il vero sul sederino di un bambino.
Il caso in questione ha coinvolto Fater che ha chiesto l’intervento del Giurì nei confronti di Olive in relazione alla campagna pubblicitaria relativa ai pannolini “Nappynat”, ritenendola in contrasto con gli artt. 2, 3, 12, 12bis, 14 e 15 Cap.

I messaggi, veicolati attraverso le confezioni, Tv e Internet, erano incentrati sulle qualità ecologiche dei pannolini (“100% naturali”, “prodotti con materie prime di origine vegetale”, “biodegradabili”) e sulla loro capacità di proteggere della cute del bambino (“delicato/sicuro sulla pelle”, “contrasta naturalmente l’irritazione cutanea”, “batteriostatico naturale”, “ipoallergenici”, “antibatterici”, “chemical free”).

Secondo Fater, che del problema se ne intende, i messaggi inducevano i consumatori a credere che i pannolini Nappynat fossero del tutto naturali, biodegradabili e compostabili. Tali rivendicazioni sarebbero state smentite dalle stesse informazioni riportate, seppur a caratteri di ridotte dimensioni, sulla confezione del prodotto. Inoltre, la rivendicazione del maggior benessere per il bambino sarebbe infondata poiché smentita dalle conoscenze relative alle cause dell’irritazione della pelle. Oltre alla violazione dell’art. 2 Fater aveva denunciato la violazione degli artt. 12 C.A., per l’evocazione di vantaggi ambientali che deriverebbero dall’uso del prodotto, e 12 bis in quanto i consumatori, credendo di utilizzare prodotti completamente naturali, biodegradabili e compostabili, potevano adottare comportamenti imprudenti.

Tutte accuse cui la convenuta aveva opposto argomentazioni che non hanno trovato seguito nella decisione del Giurì, secondo il quale gli spot erano in contrasto con gli artt. 2 e 12 del Codice. Inoltre, ha stabilito la non conformità agli artt. 2, 12 e 14 delle espressioni contenute sulle confezioni “100% Naturali” – “Chemical free” – “Antibatterici” – “Senza ftalati” – “Compostabili” – “Biodegradabili” – “Prodotti con materie prime di origine vegetale”. Data la gravità delle condotte ritenute non conformi a norme così importanti del codice, il Giurì ha infine disposto la pubblicazione della decisione per estratto ex art. 40 CA per una volta sul ‘Corriere della Sera’, a cura dell’Istituto e a spese della convenuta.