Il doveroso ricordo dell’ avvocato della pubblicità

di Federico Unnia

Per tutti coloro che operano nel mondo della pubblicità, non da oggi ma dagli anni 70’,  Maurizio Fusi è   sinonimo di diritto pubblicitario, della conformità o meno di un messaggio alle norme del Codice di autodisciplina. L’avvocato della pubblicità, titolo di un suo piacevole scritto sulla sua esperienza professionale.

Maurizio Fusi
Maurizio Fusi

Maurizio Fusi ci ha lasciati nei giorni scorsi.  Con lui se ne va non solo il più autorevole e geniale avvocato della materia, ma anche un signore. La sua durezza nel condurre le udienze erano pari alla cortesia e simpatia con le quali si intratteneva ai margini dell’udienza, attendendo che il Giurì decidesse oppure dei convegni sull’autodisciplina cui spessissimo è stato relatore.

Per chi, come chi scrive, ha fatto informazione sul Giurì, raccontando pregi e difetti delle decisioni assunte, Maurizio Fusi è stato un acuto osservatore, un cortese dispensatore di commenti e chiarimenti, una guida per comprendere e valorizzare le argomentazioni poste alla base di eclatanti decisioni.

Insomma, un valido e prezioso aiuto, sempre disponibile e sorridente, magari dietro il fumo delle sue inseparabili sigarette.

Mancherà a molti cultori e professionisti del diritto pubblicitario. Restano i suoi scritti, i ricordi e il sorriso che animava il suo sguardo, si parlasse di una vittoria, di una sconfitta al giurì, o del suo amato bridge. Ma soprattutto un grazie gli va rivolto da tutti, imprese, agenzie, consumatori, per aver contribuito a fare del nostro uno dei Paesi pubblicitariamente più maturi, civili e progrediti.