Il Bugiardino – Chi è convenzionale? E chi non lo è?


14 novembre 2016

   

di Pietro Greppi

Sul significato di certe parole basta intendersi. Altrimenti ne facciamo una malattia.
Nel mondo della pubblicità, per esempio, da un po’ di tempo si parla di campagne UNCONVENTIONAL, cioè, detto in lingua italiana, NON CONVENZIONALI.
Se n’è parlato anche a Roma al Premio San Bernardino tenutosi l’11 novembre nella Sala Convegni Giubileo della Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta. Importanti partner dell’iniziativa erano la Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e il Pontificio Consiglio della cultura.

pietro2coverE per la prima volta, dopo la cerimonia di premiazione di una selezione di campagne profit e non profit, la manifestazione ha ospitato un Convegno internazionale scientifico, proprio per discutere sul fenomeno della comunicazione unconventional e sull’opportunità del suo utilizzo nelle campagne non profit. E su questo si sono espressi relatori di diverse estrazioni e di varia provenienza. C’ero anch’io fra loro e la mia posizione in proposito è stata la seguente: cosa significa comunicazione non convenzionale? Perché una campagna viene definita così? Forse che il media o il luogo su cui si pianifica una campagna la rende tale? O forse che i suoi contenuti possono essere non convenzionali? O può esserlo un modo di raccontare? Secondo quale criterio? Basterebbe dire che si può comunicare in mille modi differenti e che invece a molti risulta più facile ripetere modelli che li mettono al riparo dai rischi o dalle critiche. Poi, se qualcuno trova una modalità diversa interessante e altri la riprendono e la ripetono ecco che, ciò che fino a ieri si definiva non convenzionale, torna ad essere definito convenzionale.

C’è poi anche chi, curiosamente, si chiede se non convenzionale possa essere inteso come sinonimo di non ingannevole. Una domanda strana e un tema che però impone riflessioni. Intanto c’è da dire che con tutti questi NON si rischia di fare confusione. Si tende a dare importanza a cosa non si dice e a cosa non si fa piuttosto che dire direttamente cosa invece si dice e si fa. Sarebbe più opportuno riflettere sul fatto che è più interessante interrogarsi su chi comunica, sulle persone, con quale formazione e con che tipo di approccio etico costoro lo fanno. Perché? Perché la domanda da farsi è diversa e cioè: qual è il contenuto di un discorso se non il processo mentale di chi lo espone?

Più che sul NON si dovrebbe riflettere sul cosa, sul come e sul perché si sta comunicando, avendo sempre molto rispetto delle risorse che ci vengono affidate, del committente e dei destinatari sempre puntando ad uno scopo primario: la chiarezza e la genuinità in contrapposizione alle forme costruite e artificiali. Pensare che la comunicazione non convenzionale possa essere sinonimo di non ingannevole, involontariamente indica che quella convenzionale possa essere ingannevole. E a volte è anche vero, ma dipende – lo ripeto – dalle persone che la progettano e dalla loro formazione. Ma la comunicazione, che l’ambito sia profit o non profit, dovrebbe essere sempre e solo sincera, semplice e chiara perché i modelli artificiali fanno solo danni alle menti deboli … menti di cui magari poi (spero sia chiaro cosa intendo) è il non profit che si deve occupare.

Per il non profit poi, la chiarezza e la sincerità vanno considerati dei prerequisiti e va detto che il non profit, soprattutto quello legato alle questioni umanitarie, non solo può permettersi di fare comunicazione diversa, ma per certi versi deve farlo, proprio perché la sua ragione d’essere è l’utilità sociale e non si vede perché dovrebbe cercare di imitare i modelli del profit e usare anche gli stessi mezzi. Il non profit ha le ali, ma troppo spesso, per convenzione, anziché volare alto usa le autostrade … e lì si perde nel traffico.

Pietro Greppi
Consulente per la comunicazione etica e fondatore di Scarp de’ tenis
Fondatore di GESTO – Laboratorio per la realizzazione del Linguaggio universale non verbale
Per entrare in contatto con l’autore: info@ad-just.it


   
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