Il Bugiardino – Lì fuori … il recinto


7 novembre 2016

   

di Pietro Greppi

Ci sono abitudini che si praticano consapevolmente e abitudini indotte. Le prime sane, le seconde molto meno. Quando ti abitui ad una cosa, poi non ti accorgi più che ci sei abituato, almeno fino a quando qualcosa o qualcuno ti costringe a cambiare la tua abitudine. E allora possono essere drammi. L’abitudine può senza dubbio essere percepita anche come una comodità, perché se fai sempre le stesse cose non serve che ti affatichi a pensarne altre. Ma è su questo che il sistema in cui viviamo lavora intensamente e fa parecchio conto: se la pubblicità riesce ad abituarti a vedere le cose in un pietro2covercerto modo, riesce anche a farti comprare sempre certe cose … il gioco è questo  … e il gioco è “fatto” (ahimè!). Se i commenti e le notizie che ti arrivano, arrivano sempre dalle stesse persone, se non hai uno spirito critico allenato, ad un certo punto non ti accorgi neppure che i pensieri che ti inducono tali informazioni ti rendono schiavo delle convenzioni. Fai quello che è previsto che tu faccia pensando di essere libero. Scegli, ma credi solamente di farlo, perché le tue preferenze si esprimono su una rosa prestabilita da altri, altri che in qualche modo hai scelto di seguire dandogli un potere su di te … per abitudine, stanchezza, inedia … e tutto quello che ti accade avviene perché non hai speso del tempo per cercare alternative a ciò che ti viene messo a disposizione. Non ti sei armato di amor proprio, non hai usato il tuo libero arbitrio perché nel tempo ti sei convinto (ti hanno convinto) che non conviene. L’abitudine è quindi anche pericolosa perché ti toglie la capacità di reagire al nuovo, all’inaspettato. L’abitudine ti toglie l’abitudine all’applicazione dello spirito critico. Per uscire dalla gabbia dell’abitudine dobbiamo essere allenati a criticare, a scegliere, a cercare altrove soprattutto …

Quanto detto fin qui mi serviva come premessa, per portare a riflettere sul fatto che anche il mondo dello spettacolo, dell’intrattenimento e dell’informazione televisivi (e di conseguenza anche quello della pubblicità che contemporaneamente se ne nutre e li alimenta) ha da tempo consolidato un modello, stabilendo di mostrare sempre le stesse persone, costringendo conseguentemente gli abbonati a vivere nelle abitudini. Anche se i canali disponibili sono ormai molti, non si fa più caso al fatto che conduttori, ospiti, artisti, politici, giornalisti, … e format … sono sempre gli stessi. Ogni tanto una rotazione, un rimescolamento, uno scambio fra le reti … ma sempre gli stessi sono. E ogni tanto quei personaggi te li ritrovi anche in qualche pubblicità a completare il cerchio magico in cui tutto avviene a dispetto delle possibili, infinite alternative. Accade tutto come se un intero Paese dipendesse solo dai pareri e dalle scelte di quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due (questo è dedicato a chi nel ‘68 vedeva lo Zecchino d’oro). E ciò accade perché anche chi governa, decide e trasmette i contenuti non ama pensare troppo e trova più facile e meno impegnativo, se non addirittura più conveniente, far suonare sempre e solo le campane di cui si conosce le note. Con tutte queste facce ormai familiari potremmo completare un album di figurine dal titolo IL RECINTO, perché sembrano vivere appunto in un recinto dove nascono, crescono e -fateci caso- si accoppiano fra di loro.

Lì fuori ci sono però centinaia di persone interessanti con idee straordinarie, pensieri liberi, proposte alternative e intelligenti, progetti innovativi, capacità straordinarie … Lì fuori potrebbe esserci la nostra salvezza dal deleterio appiattimento culturale contro il quale troppo pochi si muovono. E allora insisto: la cura potrebbe arrivare dalla consapevolezza. Anche da quella di qualche creativo illuminato che sappia contagiare l’organizzazione in cui lavora. Un modello di riferimento ce l’abbiamo: è Papa Francesco.

Pietro Greppi

Consulente per la comunicazione etica e fondatore di Scarp de’ tenis

Fondatore di GESTO – Laboratorio per la realizzazione del Linguaggio universale non verbale

Per entrare in contatto con l’autore: info@ad-just.it

   

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