Vizi Pubblicitari – IAP, anche la moglie ha la sua dignità

di Federico Unnia

73-161Il messaggio “Tua moglie non sarà più la stessa perché la Spesa da noi vale Doppio”, diffuso poche settimane fa attraverso affissioni nella città di Palermo è stato ritenuto dal Comitato di controllo dello Iap  stesso manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e conseguentemente ne è stata bloccata l’ulteriore diffusione.

Il messaggio, che promuoveva una catena di negozi di articoli per la casa, faceva uso dell’immagine di una donna con un trucco molto forte e semivestita mentre con atteggiamento provocante si versava un bicchiere di vino seduta su un tavolo da cucina.

Secondo il Comitato di Controllo, il messaggio proponeva  una rappresentazione svilente della donna, determinando la violazione dell’art. 10 del Codice. La figura femminile – da sempre oggetto di particolare attenzione da parte dello Iap –  era strumentalizzata al solo scopo di attirare l’attenzione dei lettori. Il corpo femminile, ingiustificatamente esposto al pubblico come in vetrina, era  utilizzato al fine unico di richiamare l’attenzione su quanto si pubblicizza. La rappresentazione complessiva, unitamente all’headline, finiva per  ridurre la figura della donna a mero oggetto di profferta, favorendo in modo inequivocabile la decodifica del messaggio in termini svilenti per la dignità della persona. Tutto ciò in palese contrasto con quanto dettato dall’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere”.