La Panchina – Malati di cibo

di Pietro Greppi

Si diffondono i luoghi del cibo. La creatività in questo settore sembra non avere limiti. Mangiare è certo una questione vitale e farla diventare un oggetto di business o di intrattenimento è un passaggio anche facile da fare.

Provate a far finta di non essere dei pubblicitari e neanche titolari di azienda e guardatevi intorno, guardate la televisione: cibo e cucina sono diventati i temi più caldi e gettonati. Decine di programmi di cucina in tv alimentano l’interesse sul tema e indirettamente anche la diffusione di locali più o meno originali che intendono soddisfare la nostra fame o per meglio dire la nostra curiosità, o la nostra ingordigia … perché la fame è un’altra cosa e qualcuno ce lo ricorda con gli spot per raccogliere fondi e aiuti. Intanto le fiere del gusto proliferano, e se andate in qualsiasi fiera di qualunque tipo non manca mai “la bancarella” del cibo che risulta sempre la più affollata … Appena si crea l’occasione mangiamo. Siamo passati dal soffrire la fame a soffrire gli scompensi dovuti all’eccesso di alimentazione e ai disordini alimentari.

Vi ricordate i luoghi  comuni sui cinesi che mangiavano (si diceva) solo riso? Era solo qualche decennio fa. Beh! Alcune proiezioni stabiliscono che nel 2030 un cinese su due sarà sovrappeso o obeso per la diffusione del junk food. E si sa che da quelle parti le percentuali corrispondono a numeri di una certa rilevanza. Alla cattiva gestione alimentare i cinesi arriveranno comunque dopo di noi, perché tendono sempre a copiare ‘sti fessi. In Europa e in America obesi o sovrappeso sono già molti e sono soprattutto bambini.

Anche il cibo può diventare una droga, soprattutto se restiamo inerti lasciando che a nutrirci sia solo l’industria che, per motivi di conservazione, usa sali, zuccheri e grassi in abbondanza oltre a le porcherie necessarie per rendere tutto sempre uguale nel sapore e nel colore. Sostanze che, se assunte smodatamente, hanno sul nostro organismo effetti deleteri e creano pure la “dipendenza gustativa” che ci induce a considerare “insapore” ogni altro cibo che non ci trasferisca la medesima intensità di gusto che hanno i cibi elaborati industrialmente (idem per gli animali domestici che rifiutano la trota perché la scatoletta è più saporita).

Manca una corretta informazione che compensi l’asimmetria della guerra dei sapori fra industria e cibi freschi e naturali … per questo per comodità e velocità intasiamo i fast food. Risultato? Stiamo diventando malnutriti e sovralimentati in percentuali preoccupanti: in poche parole mangiamo troppo, ma non mangiamo il necessario. Ingurgitiamo cibi ipercalorici, ma scarsamente nutritivi e poveri di vitamine e minerali, facciamo poca fatica e poco moto e il risultato è che danneggiamo il nostro organismo. Non bastasse, assecondando questo sistema di produzione di alimenti, “approviamo” il danneggiamento dell’ambiente che viene infatti asservito alla nostra ignoranza ingorda … perché le aziende sono gentili e ci forniscono quello che continuiamo a comprare e non ce lo fanno mai mancare. Ci ammazziamo di cibo davanti a persone che muoiono per non riuscire ad accedere ad un bicchiere d’acqua. Altro risultato? Sia chi mangia male, sia chi non ha accesso al cibo diventano fonte di nutrimento per un’industria che risulta collaterale a queste storture del sistema mondiale … è l’industria del farmaco.

di Pietro Greppi – info@ad-just.it