La Panchina – La pubblicità e l’infinitamente piccolo

di Pietro Greppi

La creatività e la curiosità umana sono alla base dello sviluppo in ogni disciplina in cui “L’UOMO” si sia cimentato. Riflettendo su tutte le conquiste, le scoperte, le intuizioni … che hanno generato maggior benessere per la nostra specie, queste sono scaturite sempre dall’analisi di dettagli sempre più piccoli e dal porsi costantemente domande. Abbiamo svelato soprattutto l’infinitamente piccolo trovando l’evidenza che, dentro il mondo percepito a occhio nudo, esiste un altro mondo inaspettato che potremmo definire addirittura “più grande” di quello che vediamo normalmente, nonostante si tratti di un mondo interno a quello “visibile”.

Intuizioni, deduzioni, sensazioni portavano a conclusioni, che andavano però verificate, ci hanno spinto a fare il possibile per vedere confermata l’esistenza di microscopiche realtà che ci hanno costretto a rivedere molte precedenti convinzioni. Ci accadono cose, fra cui le malattie, che non sapevamo giustificare o attribuire a qualcosa di razionale. Ci fu un tempo in cui un mal di testa veniva attribuito a rapporti demoniaci e ancora oggi sappiamo attribuire solo dei nomi a ciò che non riusciamo a comprendere e a spiegarci. Con l’indagine e la passione abbiamo aperto finestre su panorami sconosciuti e ancora ne apriremo.

La vita che ci circonda e quella dentro di noi ad un certo punto ci è “di colpo” apparsa infinita e affascinante grazie alla cocciutaggine di persone straordinarie che pur non vedendo sapevano, sentivano, ci doveva essere qualcosa. Siamo riusciti a realizzare strumenti che ci hanno consentito di farci vedere quel mondo inesplorato, che ha aperto frontiere di cui non avevamo coscienza. Territori nei territori che ci hanno costretto a rivedere il concetto di dimensione: vedendo l’infinitamente piccolo la nostra consapevolezza vacilla e ci sentiamo piccoli anche noi di fronte a tale “grandezza”.

E nel tempo scopriamo che quei piccoli mondi ne contengono altri … forse all’infinito, aspetto questo che è destinato a restare mistero nel mistero. Perché anche noi apparteniamo ad un mondo infinitamente piccolo se paragonato all’universo in cui cerchiamo di addentrarci dentro e fuori da noi. Ma la nostra curiosità fortunatamente non scema e nel tempo arriveremo a scoprire cose che oggi nemmeno riusciamo ad immaginare e sempre e solo per merito di persone che dedicano la loro vita a farsi domande e a cercare risposte. Persone che usano le loro energie per fornire ai loro simili soluzioni a volte anche vitali e comunque utili.

Bene, adesso però, per sorridere ma non troppo, mi servirebbe una mano: chi lo spiega a certi creativi e a certe aziende che non stavo parlando di loro?