La Panchina – A misura d’uovo


19 ottobre 2016

di Pietro Greppi

I comici Cochi e Renato, alle loro prime apparizioni televisive lanciarono, fra le altre, una canzoncina simpatica che a quell’epoca (era il 1973) diventò a suo modo un tormentone (oggi sarebbe definita “virale”) ed entrò a far parte della cultura popolare di quel periodo. Il testo affermava ironicamente che “la gallina non è un animale intelligente … lo si capisce da come guarda la gente”. Probabile ci fosse anche qualche riferimento metaforico, tipico della comicità e della satira di quel tempo … ma non è per questo che ho aperto con questa citazione. Il salto nel recente passato, ripescando la memoria di quella canzone, mi serve solo per fare una riflessione attuale legata allo sviluppo demografico e alla conseguente urgenza alimentare che presto o tardi dovremo affrontare. Cioè? Direte voi. Ora mi spiego: al contrario di quanto afferma la canzone citata, la gallina credo vada considerata un animale intelligente in senso indiretto. È cioè intelligente considerarla come una risorsa un esempio di perfezione, semplicità e di ottimizzazione produttiva. Magari esagero, ma provate a seguirmi.

Così come molti ricercatori analizzano qualità e comportamenti animali per scoprirne i “segreti” da copiare, per tradurli poi in benefici per l’umanità, credo che anche la gallina possa meritare qualche attenzione in più, almeno in campo alimentare. Può essere che sia già così, non lo so, non sono un esperto di avicoltura né di analisi nutrizionali, ma per quel poco che mi sono documentato ho capito una cosa che credo sia importante da considerare: mi risulta che gli allevamenti avicoli, in tutte le loro diverse forme produttive a scopo alimentare, sono una risorsa poco costosa, facile da gestire e in grado di fornire nutrimento proteico completo di qualità. Questi animali si accontentano di poco spazio, mangiano relativamente poco e producono a ciclo continuo: se non son uova, son pulcini e poi carne.

Ora non vorrei sollevare le ire di animalisti o di vegetariani e premetto che anch’io sono contro le torture animali. Ma il punto non è questo. Dal punto di vista alimentare la carne avicola è più digeribile e poco costosa rispetto alla carne “rossa”. L’impatto ambientale degli allevamenti è molto inferiore a quelli bovini e suini. La velocità di produzione e riproduzione avicola è molto alta. L’uovo è un alimento “già confezionato” di suo e altamente nutriente. “L’avicolo” non necessita di particolari conoscenze per allevarlo anche in prospettiva auto produttiva familiare. Senza considerare che la sua carne è halal (cioè permessa) anche nel mondo islamico. Detto questo e considerando che grandi aree del mondo stanno avendo una crescita demografica importante e certo preoccupante proprio per questioni di sopravvivenza, “la gallina” potrebbe essere il cibo intelligente del futuro, capace di soddisfare in modo estremamente semplice, poco invasivo e molto economico l’esigenza di nutrire miliardi di persone.

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