La Panchina – Ossa e pesciolini

di Pietro Greppi – info@ad-just.it

Condivido dalla panchina una questione sulla quale da tempo cerco una giustificazione logica sostenibile. Per qualcuno potrebbe essere certamente classificata fra le stupidaggini cui non dare troppo peso, ma ve la espongo … non si sa mai che faccia riflettere anche qualcun altro.

Chi lavora in pubblicità tende ad usare un po’ di psicologia, e questo possiamo anche ammettere che sia necessario. Se si riceve l’incarico di far conoscere un prodotto o di studiare quale prodotto sia desiderato da un certo pubblico, è infatti necessario informarsi su quali siano le esigenze e le aspettative dei clienti potenziali. Ma non ci vuole un master per arrivare a capirlo. Forse però ne serve uno per comprendere quali sono i pensieri che passano nella mente di coloro che danno e ricevono incarichi che partoriscono certe “soluzioni”.

Arrivo al punto, che spero involontariamente e indirettamente metta in evidenza anche a voi cosa pensano certe persone dei loro simili. Parliamo di cibo per animali. Per cani e gatti, studiando chissà quale materia, qualcuno è arrivato a dedurre che non è sufficiente indicare un alimento per animali identificandolo sulla confezione con un’immagine del genere di animale cui è destinato agevolando così la scelta. No, a qualche “masteriano” e a qualcuno che – evidentemente – ha poca stima dei propri simili, questo non basta. Questo “qualcuno” ha pensato, progettato, presentato e si è visto anche approvare l’idea di realizzare croccantini a forma di osso per il cane e di pesce per il gatto. Questo qualcuno (che certamente è in buona compagnia) crede forse che l’umano comprerà il prodotto pensando che il cane o il gatto “di casa” riconoscerà quelle forme confondendole con quelle originali (ossa vere e pesci veri)? Insomma non lo trovate curioso e inspiegabile? O, se spiegazione c’è, trovate o no che non riguarda la psiche animale? Non pensate che certi segnali, che visti così possono far sorridere, vadano invece considerati, appunto, come segnali su cui riflettere?

Questo delle ossa e dei pesciolini è solo uno degli esempi possibili di cui è zeppa la produzione pubblicitaria … voi non vi chiedete perché? È forse probabile che chi arriva a fare certe scelte, si sia appassionato troppo al cane di Pavlov e creda davvero che siamo tutti addomesticabili? E magari crede anche di essere l’addomesticatore professionista?