Vloggers, razza pubblicitariamente molto particolare

di Federico Unnia  @federicounnia – Consulente in comunicazione – Federico Unnia I Linkedin

La diffusione dei social ha tanti meriti. Mette le persone in contatto, crea nuove opportunità di confronto e crescita; genera nuove opportunità di business.

Una, su tutte, si è affermata. Stiamo parlando dei Vlogger, strani individui, capaci di tessere le lori o stroncare marchi, aziende, prodotti, persone. Il tutto, dovrebbe essere, alla lice del sole.

schermata-2016-10-04-alle-14-40-02Peccato non sia proprio e sempre così. Come avvenuto anni prima per la pubblicità, poi per una parte delle pr, ecco che i muovi messia della rete sono messi nel mirino da parte degli organi di controllo della correttezza della comunicazione commerciale.

L’Asa – Advertising standards authority inglese, l’ente di autocontrollo della comunicazione pubblicitaria più innovativo, ha da tempo messo sotto osservazione questo mondo. L’obiettivo dichiarato è di far emergere con chiarezza contenuti o commenti che nascono non dal fondo del cuore dei loro autori, ma, più prosaicamente, dalle loro tasche, finanziate legittimamente da imprese.

E’ di pochi giorni or sono una nuova chiara presa di posizione dell’Asa nella quale sono ricordati alcuni semplici suggerimenti che i consumatori, ma più in generale, i navigatori della rete debbono seguire onde evitare di cadere nella rete di stipendiati imbonitori on line.

Chiaramente la regola cardine è elementare: tutto quello che è contenuto e o commento che trae origine da un accordo economico deve essere presentato come tale. La soluzione migliore è piazzare un bell’AD in testa alla pagina in modo che siano spazzati via dubbi o malintesi, tipo #sp. Questo in particolare per i giudici inglesi non vale a chiarire fino in fondo se il blog o sito è sponsorizzato solamente oppure se l’azienda paga perché escano certi commenti. Differenza essenziale non sempre evidente al navigatore della rete.

Come avvenuto e sperimentato per i diabolici super degli spot televisivi, collocare una scritta all’inizio  o alla fine per pochi secondi è come non metterla. Per i vlogger stesso discorso. Mettere in evidenza la natura e la relazione ha senso, anzi è un dovere, ma ciò deve durare lo spazio necessario affinchè l’informazione sia percepita dal consumatore.

Infine, nel dubbio, meglio segnalare alle autorità di controllo piuttosto che restare con il dubbio.