La Panchina – Giacca e cravatta

di Pietro Greppi

Chi si nasconde dietro ad una maschera o ad una faccia truccata? Chi sarà davvero quello vestito da monaco? Perché se non hai una cravatta non entri in certi posti? Abito elegante o no … chi   ne definisce la distinzione e il senso? Se ti fanno un regalo devi farne uno anche tu? Ti interessa davvero quello che di te dicono gli altri o li ascolti perché è “così che si fa”? Perché leggi certe cose e non altre? Arrivi da nord o da sud? Da est o da ovest? E poi rispetto a chi? Si dice o non si dice? Si fa o non si fa?

Provate a riflettere su quanto tempo dedichiamo e a quanto denaro investiamo (letteralmente) per adeguare e rappresentare noi stessi all’esterno secondo canoni che ci vengono trasmessi con modalità che neppure percepiamo. Semplicemente cresciamo in un sistema che insieme a molte altre cose  modella il nostro pensiero, e quindi il nostro agire, attraverso le tradizioni, le opinioni degli altri, da cui siamo spinti a dipendere … e diventiamo conformisti perché siamo in un ambiente che ci conforma. Solo che in generale questo non avviene secondo natura e neppure secondo la nostra natura. Siamo nati e cresciuti in un ambiente che approfitta della nostra tendenza all’imitazione  per farci imitare certi modelli rassicuranti. Un sistema che teme il cambiamento perché, chi vi si è adeguato prima di noi, non vuole fare la fatica di metterlo e di mettersi in discussione, ma al tempo stesso impegna comunque molte energie per trattenersi dal farlo. Pressioni da fuori e da dentro di noi sono costantemente al lavoro: ne sentiamo la presenza quando facciamo una scelta di qualunque tipo. A destra o a sinistra? Aiutare o no? Usare una forchetta o le mani? Dire o non dire? Non ci rendiamo conto che l’ambiente che ci plasma potremmo plasmarlo noi o semplicemente restare noi stessi … se solo sapessimo cosa significa, se solo sapessimo riconoscere la nostra indipendenza interiore.

Ma la nostra indipendenza interiore subisce talmente tante e costanti aggressioni che siamo più abituati a soffocarla che a riconoscerla e ascoltarla. Insorge facilmente in noi la paura di veder accadere cose “non previste” che saremmo noi stessi a generare se ascoltassimo la nostra indipendenza. Ma gli altri non sarebbero abituati a “gestire” queste novità e quindi … meglio lasciar perdere!

Uno dei risultati più evidenti di queste nostre “paure” è l’accettazione dell’“autorità” come modello utilizzato per “aver ragione” sugli altri. Un modello che nega l’intelligenza tanto quanto produce la paura.