Pubblicità: imprenditori testimonial battono i calciatori

Sarà che sono particolarmente credibili perché ci mettono la faccia identificando il proprio prodotto e se dovessero mentire la loro credibilità ne subirebbe un danno enorme, sarà in questa fase in cui ormai tutti i brand si assomigliano un viso può fare la differenza ma gli spot interpretati dai nostri capitani d’industria conquistano un indice di fiducia molto alto.

Almeno secondo quanto rivela lo studio condotto da Spot and Web in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co., su un campione di 1.000 persone, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Il primo dato che emerge analizzando l’indice di fiducia, calcolato da 1 a 100, è che gli industriali sono considerati più credibili,  in quanto esempio di serietà, costante dedizione al lavoro e professionalità, ottenendo il punteggio di 91 superando la categoria dei calciatori (indice 76), che continuano a essere preferiti soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 18 e 25, poiché la loro immagine rinforza il brand e di conseguenza vengono utilizzati nello sport come ha fatto la Nike che per gli Europei 2016, ha realizzato uno short movie “The Switch” dove Cristiano Ronaldo si scontra con un ragazzino e si ritrova coinvolto in uno scambio d’identità intrappolato in un corpo da sedicenne, mentre il giovane si gode la vita da CR7;

nella moda come il marchio Police che per la campagna eyewear 2016 ha confermato come testimonial, per il terzo anno consecutivo, il calciatore Neymar.

Anche le case automobilistiche si affidano a loro come ha fatto la Volkswagen che ha scelto prima la A.S. Roma

e poi la Fiorentina per la pubblicità della city car Up.

E ancora la Swisse che ha “arruolato” il calciatore Claudio Marchisio 

per presentare la nuova linea di integratori e l’Uliveto che da diversi si affida ad Alex Del Piero.


 
Spesso le aziende preferiscono ingaggiare vip del cinema,  come Kevin Costner per lo spot del tonno Rio Mare

e ancor prima  volto di un’azienda di calzature, famosa la sua frase “E’ bello camminare in una Valleverde”

o Bruce Willis diventato il nuovo volto della compagnia telefonica Vodafone;

della musica come Shakira, testimonial dello yogurt Activia prima e ora alla ricerca della felicità a bordo di una nave da crociera  

del food come lo chef stellato Carlo Cracco che dopo una giornata intensa alle prese con pentole e fornelli, si gode il riposo in una casa interamente arredata con mobili Scavolini

Secondo Spot and Web e la Klaus Davi & Co., la tendenza sta cambiando e si preferisce puntare su chi ha costruito l’azienda e cioè l’imprenditore. Per questo lo studio ha voluto misurare il livello di simpatia di 10 manager italiani che sono diventati “testimonial fai dai da te” per il loro brand.

La medaglia d’oro va a Ennio Doris (indice di simpatia 79), fondatore e presidente di Banca Mediolanum, che a partire dal 2000 è diventato testimonial della sua azienda e ha fatto conoscere il suo istituto di credito e i relativi servizi tracciando a terra un cerchio, diventato poi parte del logo Mediolanum, e dicendo la famosa frase “La banca costruita intorno a te”.

Punti forza dei suoi spot sono la semplicità con cui riesce a veicolare il messaggio, la sicurezza e l’affidabilità che trasmette al pubblico che, si sa, non ha particolare simpatia per le banche visti i recenti fatti di cronaca.

L’Italia è da sempre conosciuta come il paese del mangiare bene e chi meglio di Giovanni Rana, presidente dell’omonima azienda, uno dei leader mondiali nel mercato della pasta fresca, può veicolare il messaggio di cibo sano,fresco e di qualità? Attraverso un importante campagna pubblicitaria l’imprenditore è diventato un personaggio mediatico a tutti gli effetti. Ha bussato alla porta degli italiani, con il suo fare rassicurante e amichevole, i suoi primi piatti, garantendo in prima persona sulla loro bontà (https://www.youtube.com/watch?v=p01b8vSBnF4). Il campione gli assegna il punteggio di 67.

Segue in terza posizione, con un indice di simpatia che si attesta a 62, un altro industriale del food, Francesco Amadori, un uomo che oltre ad aver dato il nome all’azienda, dedicandole corpo e anima ha deciso di indossare anche i panni del testimonial. Storico il claim “Parola di Francesco Amadori”

che con quell’inconfondibile accento romagnolo riesce a incarnare al meglio l’italianità, la ricerca costante della qualità e delle materie prime.
Anche Lapo Elkann (indice pari a 58), presidente di Italian Independent Group, ha scelto di rappresentare il suo brand per la campagna pubblicitaria autunno-inverno 2010-2011

 

La scelta è ricaduta su di lui perché proprio come la sua azienda, il giovane rampollo di casa Agnelli, è sempre alla costante ricerca di nuove idee e settori dove poter sperimentare. 

Quinto classificato, Andrea Illy (indice 54), amministratore delegato e presidente di Illycaffè protagonista nel 2015 della serie “From coffè to flowers”, interamente dedicata alla storia della sua famiglia.

seguito subito dopo dall’imprenditore  Urbano Cairo (indice che si attesta 49), presidente di Cairo Communication, che per la scalata a RCS ha deciso di scendere in campo. Nel video visibile al link

sono stati presentati prima di tutto i suoi successi: l’impero editoriale, con le riviste e la tv La7. Solo dopo, in un salotto di classe, appare lui, che si mostra risoluto, scherzando con il gioco di parole Ops (esclamazione  e acronimo di offerta pubblica di scambio).

Con un indice di simpatia pari a 44, al settimo posto si posiziona la nota agenzia immobiliare Immobildream, fondata da Roberto Carlino, conosciuto da tutti grazie alla frase “Non vende sogni ma solide realtà”. Di lui, ciò che piace agli intervistati, è l’atteggiamento inconfondibile e rassicurante che incarna e che da anni ormai rappresenta con grande successo la sua azienda.

Non è stato protagonista di una pubblicità ma allo stesso modo ha deciso di mettersi in gioco in nome della sua azienda è stato Bachisio Ledda (indice di simpatia 38), proprietario di Mail Express Posta & Finanza, che ha deciso di partecipare al programma televisivo, targato Rai Due, “Boss in incognito”. Per una settimana ha smesso i panni dell’imprenditore e ha lavorato fianco a fianco con i suoi dipendenti attraverso un travestimento per non essere riconosciuto. Ciò che ha visto il pubblico è stato un dirigente attento con i suoi dipendenti e con il loro lavoro e allo stesso tempo un loro amico, che ha capito le loro difficoltà quotidiane arrivando al punto di volerli premiare per il loro impegno e la loro dedizione.

Anche nella moda si punta sull’imprenditore-testimonial. È il caso di Tomaso Trussardi (indice di simpatia 32), marito della showgirl Michelle Hunziker, scelto da uno dei più importanti registi del cinema contemporaneo, Wim Wenders, per pubblicizzare il profumo della maison Trussardi “My Land”. Milano, capitale della moda per eccellenza, è la location dello spot che fa da cornice al lusso e lo stile che contraddistingue il noto brand. Tomaso, bell’uomo ed elegante è il perfetto testimonial.

Chiude la classifica Oscar Farinetti (indice 27) patron di Eataly, il megastore del buon cibo, il quale più che comparire in uno spot specifico, ha scelto di diventare portabandiera della cultura del buon cibo e soprattutto made in Italy. Tra innovazione e tradizione, il suo tono è sempre affidabile, senza però puntare al calore famigliare: la sua immagine è di imprenditore deciso e sicuro.