Il Bugiardino – Aria di mediocrità!

di Pietro Greppi

Quella che segue potrebbe sembrare una guida all’attenzione per gli acquisti elaborata dall’Unione consumatori. Invece è un bugiardino che cerca di andare contro quella mediocrità che, a cura di alcuni, pervade ogni cosa. L’abitudine a mediare, sostenuta da chi non osa affermare il proprio pensiero o anche solo provare l’effetto di un cambiamento, ha prodotto appunto una media di comportamenti cui non è più attribuibile un valore. Pare che cambiare faccia paura per cui poco coraggio appare all’orizzonte, ma molta capacità di replicare ossequiosamente e all’infinito modelli rassicuranti pensati da chi c’è stato prima. Ed è questo che dovrebbe far paura o almeno far riflettere.

Pietro Greppi
Pietro Greppi

Limitandoci al contesto pubblicitario, diciamo che se si avesse l’accortezza di mettersi nei panni di chi gli spot li guarda e i prodotti li compra, si potrebbe capire che le scelte e i comportamenti di cui sto per parlare e che si manifestano poi nella produzione di certi messaggi pubblicitari e di certi prodotti, necessiterebbero di maggiore attenzione e diverso approccio. Che in generale richiede una maggiore educazione al rispetto per gli altri.

Faccio ora solo pochissimi esempi, due fra i tanti, di scelte che lasciano basiti (dovrebbero) soprattutto considerando che a farle, prima pensandole e poi attuandole (il processo decisionale ha superato quindi ben due livelli!) sono state delle persone. Persone che potete trovare a passeggio, in vacanza, al cinema, … sono fra noi. Sembrano normali. Magari siete voi. Per esempio, è successo qualche anno fa, ma è successo, che sia passata in cavalleria l’eliminazione di un fazzoletto. Cancellato, tolto, eliminato. Abituati a comprare fazzoletti di carta in pacchetti da 10, ad un certo punto i fazzoletti sono diventati 9, allo stesso prezzo. Nessuno spot lo ha comunicato, perché quei tipi di spot non ci sono ancora. Servirebbe molta creatività e mancano le persone che hanno il coraggio di pensarli.

Tornando al fazzoletto scomparso, di punto in bianco ti accorgi quindi che i fazzoletti finiscono prima del solito. Eppure il raffreddore questo mese era meno cattivo. Per caso poi guardi e leggi. Sulla confezione c’è scritto, in piccolo ma c’è scritto, ci mancherebbe(!): “9 fazzoletti, quattro veli, morbidi, etc.” Ecco allora perché finivano così in fretta. Bastava leggere! Ma quanti leggono? L’abitudine e una certa fiducia di fondo ti porta a pensare di non dover controllare sempre tutto … che vita sarebbe … ma chi si occupa di comunicazione e di “strategie” lo sa che certi acquisti li fai d’impulso. Solo se ti fermi a fare i conti vedi che le confezioni multiple, per esempio da 10 pacchetti, ti danno esattamente 10 fazzoletti in meno di prima che nelle nuove confezioni multiple corrispondono ad “un pacchetto (da 9) + un fazzoletto in meno”. Ne prendi 90 anziché 100. Ma perché?

Anche qui il pensiero laterale aiuta a dare una risposta ricorrendo ad un pensiero che raramente fa chi compra e cioè che anche chi produce o chi vende cerca sempre di risparmiare. Semplice. Abbassando il numero di pezzi nella confezione, l’azienda innesca un duplice meccanismo a suo favore: guadagna di più sulla singola vendita e incrementa la frequenza d’acquisto (90 fazzoletti finiscono prima di 100). Ma, ripeto, perché? Che genere di menti elaborano sotterfugi davvero così bassi? Manager?? Per favore!

Ed ora ancora un esempio di una scelta ancora più sottile e leggera … come l’aria. Un luogo comune dice: “prima o poi ci faranno pagare anche l’aria”. Beh! La stiamo già pagando. Da tempo. Yogurt, maionese, gelati confezionati, salsine, dentifrici, merendine, creme … ma anche la carta igienica … una quantità di prodotti contengono ormai molta aria. Emulsionare molto gli impasti o i prodotti semi liquidi, destinati al congelamento o alla cottura in forno, consente infatti di dare al prodotto finito un aspetto orgoglioso, pomposo, autoreggente … paghi il peso ma compri il volume. Scegli una cosa le cui dimensioni non sono legate alla sostanza, ma alla quantità di particelle d’aria che ingloba. In certi casi lo vuole la ricetta, ma molto più spesso lo chiede l’ingordigia del produttore.

Anche l’aria ha il suo peso e comincio forse a capire da dove arriva la battuta “vivo d’aria”.

Pietro Greppi
Consulente per la comunicazione etica e fondatore di Scarp de’ tenis
Fondatore di GESTO – Laboratorio per la realizzazione del Linguaggio universale non verbale
Per entrare in contatto con l’autore: info@ad-just.it