Fulvio Marcello Zendrini; Laura Baselli tag

Lettera di una startup a Fulvio Marcello Zendrini

Gentile Fulvio,

mi chiamo Laura, ho 25 anni e sono una ragazzina post laurea di quelle che costano poco. O forse no…

E non lo dico per essere presuntuosa, lo dico perché devo VIVERE e non sopravvivere.

Laureata in Bocconi, figlia di una colf e di un agricoltore.

Fiera delle mie origini e dei sacrifici che in questi anni mi han portato ad essere quella che sono.

La corazza di ferro me la sono costruita mentre frequentavo l’università facendo la pendolare: 2h per arrivare a lezione, 2h per tornare. Studiavo in treno. Mangiavo in treno. Sognavo in treno. Lavoravo nel weekend e durante la pausa estiva (sono 7 anni che non vado al mare una settimana intera e vedo tanti dei miei coetanei che si lamentano della crisi e poi vanno a Formentera).

Il patto con i miei genitori era stato chiaro. Dovevo tirarmi su le maniche ed aiutarli, aiutarmi ed aiutare, in generale.

Poi uno stage. Prima ancora di laurearmi: 300€ per 6 mesi in uno studio di Milano.

Sei brava, sei coraggiosa, mi dicevano.

Sei talmente brava che ti prolunghiamo lo STAGE di altri 6 mesi, ti diamo un premio: 600€.

Ero una “yeswoman” il lavoro mi piaceva, avevo entusiasmo.

Era passato un anno e qualche altro mese così, pagata a ricevute. Dopo un anno e mezzo la proposta: apri la tua partita iva e collabora con noi in modo ESCLUSIVO.

E io dico no.

Avevo un’idea in testa ma non le avevo mai dato peso.

Non mi sentivo pronta.

Ma poi, davanti alla decisione: essere sfruttata (perché lo stage è utile, ma se mi ritieni competente e ti servo mi assumi non cerchi escamotage per non pagarmi o pagarmi poco), inviare curriculum (con il rischio di venir sfruttata), rischiare con la mia idea.

Ho scelto di rischiare. E così è nata Amanilia.

Insieme ad un amico d’infanzia, Simone (nato il 4 luglio, come me! Sarà il caso… Ma mi piace pensare che non lo è) web designer fresco di laurea e di “sfruttamento” in agenzia è nato il nostro progetto.

Amanilia è un marchio che identifica freelance che si occupano di branding e di comunicazione. Amanilia potrebbe essere un’agenzia. Ma non lo è.

È una rete di persone giovani, magari non esperte come certi “mostri sacri” presenti in campo da svariate decine di anni, ma che hanno la voglia e l’entusiasmo di fare la differenza. Persone che vogliono lavorare bene, in una struttura flessibile, a disposizione sia del cliente azienda sia del cliente vita.

Certo, la nostra idea non si è ancora sviluppata del tutto, non le sto parlando del nostro successo. Non ne abbiamo. Per il momento.

Le parlo semplicemente da ragazzina, che investe nei suoi sogni e che crede che, in questo mondo: fatto di tanto fumo e niente arrosto, si possa davvero portare qualcosa di bello e di utile, non solo di economicamente vantaggioso.

Spero di non averla annoiata con la storia della mia vita, ma dopo aver letto la sua lettera … Sono rimasta, da una parte basita… questi ragazzini post laurea dovranno pur cominciare da qualche parte ed inoltre, visto che le aziende si accorgono di lavorare con ragazzini perché non danno una strigliata alle agenzie e pagano comunque le parcelle da salasso? E dall’altra piacevolmente sorpresa perché condivido appieno quello che lei esprime nei riguardi delle agenzie (non tutte ovviamente), non più creative ma davvero noiose… E mooolto furbe!

Un caro saluto,

Laura Baselli

Coofondatrice di Amanilia

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