L’afrodisiaco maschile che inganna tag

Vizi pubblicitari: L’afrodisiaco maschile che inganna

di Federico Unnia

L’integratore alimentare Taurus non piace al Presidente del Comitato di Controllo che ne ha bloccato il messaggio pubblicitario “SVELATO! Il G-R-A-N-D-E Segreto che sta dietro al Numero 1 degli Afrodisiaci Maschili!”, perché  ritenuto stesso manifestamente contrario agli art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – 23bis – Integratori alimentari e prodotti dietetici – e 12bis –Sicurezza – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Taurus

Il messaggio promuoveva l’integratore alimentare ‘Taurus’, cui si attribuivano in termini perentori ed esorbitanti la capacità di far conseguire agli uomini inverosimili effetti nella sfera sessuale, veicolando promesse palesemente decettive, potendo così indurre in errore il pubblico.

Espressioni quali  “azione multipla, risultati Immediati e Durevoli”, oppure “erezioni gigantesche, forti, durevoli che possono superare i 23 centimetri”, oppure “effetto prodigioso sulle dimensioni e sul volume”; e ancora, “L’unico  prodotto affidabile, 100% naturale, che fa Aumentare il suo membro di molti centimetri”; “Ne fa allargare visibilmente il diametro in modo da produrre erezioni più dure  e più durevoli a volontà”; “sicuro al 100%”; “Del tutto naturale”, “ultrapotente”; “efficace al 100%”;  e “Assolutamente privo di effetti collaterali”, oltre ad essere di discutibile gusto, attribuivano al prodotto effetti radicali e inverosimili, che toccavano anche l’ambito psicologico. Tutto questo  contrariamente a quanto è possibile affermare in relazione alle reali proprietà di un integratore alimentare.

Secondo il Comitato di Controllo, le promesse veicolate trascendevano gli effetti riconoscibili ad un prodotto come quello pubblicizzato e accreditavano irresponsabilmente nei consumatori il convincimento che l’integratore in questione potesse costituire un’alternativa “naturale” ai farmaci o ai trattamenti terapeutici per la cura di specifiche patologie. L’ingannevolezza del messaggio deve essere valutata non solo per il contenuto dello stesso, ma anche in considerazione del pubblico cui è destinato, costituito da consumatori particolarmente sensibili nei confronti di annunci che promettono il sicuro e rapido ottenimento di risultati ambiti e per questo motivo portati ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di decettività. Da qui lo stop.