Piu’ comunicazione per tutelare l’immagine della donna


22 luglio 2014

di Federico Unnia

Federico Unnia

Federico Unnia

Occorre incentivare e promuovere la conoscenza dell’esistenza del Comitato paritetico avente il compito di monitorare, sostenere e promuovere l’attuazione del Protocollo d’intesa per la tutela dell’immagine della donna in pubblicità sottoscritto tra il Dipartimento e l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, delle sue potenzialità d’intervento ma, soprattutto, far sapere ai Comuni italiani che esiste una convezione Iap – Anci che permette loro di fruire dei servizi che lo Iap dispone per verificare la correttezza dei messaggi che spesso vengono esposti in spazi pubblici e che  possono arrecare offesa alla dignità della donne. Per fare questo verrà promosso anche un concorso per l’assegnazione di un premio alla pubblicità che abbia meglio rappresentato la figura femminile.

Questi i punti salienti dell’incontro svoltosi a Roma nel corso del quale sono stati illustrati i risultati ottenuti nell’attività del Comitato paritetico nel monitorare, sostenere e promuovere l’attuazione del Protocollo d’intesa per la tutela dell’immagine della donna in pubblicità sottoscritto tra il Dipartimento e l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. Il Comitato è costituito da tre rappresentanti del Dipartimento,   Antonella Graziadei, Alessandra Sgroi, Luisa Tiberio, e da tre rappresentanti dello IAP,  Vincenzo Guggino, Elisabetta Mina e Carlo Orlandi.

Dal rinnovo del Protocollo d’Intesa, sottoscritto nel gennaio 2013, il Dipartimento Pari Opportunità ad oggi ha segnalato all’Istituto 14 messaggi ritenuti lesivi della dignità della donna, di cui 7 sono stati bloccati dal Comitato di Controllo IAP. Le procedure autodisciplinari di controllo sono state applicate con la massima celerità, permettendo che i casi più rilevanti si concludessero in meno di 4 giorni. Nello stesso periodo, i provvedimenti del Giurì e del Comitato di Controllo che hanno condotto al blocco di pubblicità che hanno leso l’immagine della donna sono stati 19, tra cui il messaggio relativo ad un panno in microfibra che “elimina tutte le tracce”, che mostrava il corpo inanimato di una donna riversa a terra, o quello del succo di frutta dal gusto “pieno” che mostrava in primo piano il fondoschiena di una donna senza volto. 26 segnalazioni hanno condotto – espletata la relativa istruttoria – all’archiviazione.

Il Protocollo prende atto che dal 1966 l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria opera allo scopo di affermare una comunicazione commerciale sempre più “onesta, veritiera e corretta” attraverso l’applicazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. In particolare, gli articoli 9 e 10 del Codice consentono un controllo efficace, specificatamente preordinato ad impedire che venga offesa la dignità delle donne, attraverso innumerevoli e tempestivi provvedimenti, a dimostrazione della sensibilità degli organi autodisciplinari verso le questioni di genere.

 

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