Crimini on line, ci prova il software che setaccia la rete - Spot and Web tag

Crimini on line, ci prova il software che setaccia la rete

Un software in grado di scovare contenuti pedopornografici senza violare i diritti dei cittadini. Il progetto è co-realizzato dalle Università di Milano-Bicocca e dell’Università di Cagliari

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Ci provano due università italiane, quella di Milano Bicocca e quella di Cagliari a lanciare un nuovo modo di protezione della navigazione on line. Si tratta di una  sentinella informatica in grado di individuare malware e situazioni potenzialmente pericolose e di lanciare degli alert davanti a contenuti potenzialmente illegali, senza violare i diritti dei cittadini, mantenendo così la rete pulita e sicura. Con questa idea, un gruppo di lavoro composto dall’ Università di Milano-Bicocca, dall’ Università degli Studi di Cagliari (leader del progetto), dall’Ateneo polacco Naukowa I Akademicka Siec Komputerowa e dalla  svedese Netclean Technologies in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Polizia Postale e delle Comunicazioni si è aggiudicato un finanziamento  dalla Commissione Europea (DG-HOME), nell’ambito del programma europeo Prevention of and Fight against crime.

ILLegal activities Buster, questo il nome del diabolico software, è un sistema pensato per prevenire e reprimere la diffusione di malware (ossia di software potenzialmente pericoloso per i nostri computer) del phising (ossia dei sistemi per rubare i dati di accesso ai siti che usiamo) segnalando in tempo reale le minacce alle autorità competenti. ILLBuster sarà soprattutto in grado di individuare in Rete i contenuti pedopornografici, rispettando i diritti degli utenti che navigano senza commettere alcun atto illecito.

L’Università di Milano-Bicocca parteciperà al progetto con due unità di ricerca: una – guidata da Andrea Rossetti, docente di Filosofia del diritto nel dipartimento dei Sistemi Giuridici – si occuperà di sviluppare modelli deontici che possano rappresentare all’interno del software gli aspetti giuridici, l’altra – guidata da Francesco Archetti, docente di Ricerca operativa nel dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione – contribuirà allo sviluppo della piattaforma per quel che riguarda gli aspetti inerenti al riconoscimento semantico.

L’idea è quella di realizzare, nel giro di due anni, un sistema automatico che scovi in Rete i contenuti potenzialmente dannosi.  L’obiettivo è di arrivare a creare un programma con cui le forze dell’ordine possano mantenere pulita la rete e intervenire quando è necessario  ma che rispetti “by design”, ossia, per come è progettato, i diritti degli navigatori. Non solo caccia alla pedopornografia online. La sentinella informatica si occuperà anche di individuare le frodi commerciali e i siti potenzialmente dannosi, come quelli che si occupano della vendita di materiale contraffatto.