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4 cose da sapere sui big data

bigdata bnSi parla sempre più spesso di big data, ma non sempre ci è chiaro in che modo questa nuova disciplina, che consente di raccogliere e analizzare enormi quantità di dati, possa influenzare l’economia del presente e del futuro

Iniziamo dunque col fissare 5 aspetti chiave da conoscere per sfruttare al meglio la rivoluzione dei big data

1. Dalla preminenza dell’expertise al potere dei dati
Se fino a poco tempo fa si parlava di economia della conoscenza, oggi siamo andati oltre. Fino a pochi anni fa per ricoprire determinati incarichi occorreva un’expertise specifica, mentre ormai grandi flussi di informazioni possono essere monitorati e trasformati in evidenze utilizzabili dalle realtà economiche e politiche.
In un mondo dove le macchine possono sostituire il lavoro analitico delle persone, occorreranno nuovi metri di misura per scegliere le figure professionali alle quali affidarsi per gestire le risultanze dei dati.

2. Processi sempre più veloci
Se l’epoca industriale ha visto il prevalere dei processi produttivi, con l’era del digitale i processi possono essere diffusi a ogni livello. Non esiste più l’economia di scala come veniva tradizionalmente intesa, perché ormai qualsiasi realtà – di qualunque dimensione – può replicare fedelmente un modello altrui. Ma proprio per questo i processi cambiano velocemente. In questo tipo di quadro, infatti, l’innovazione rappresenta un vantaggio competitivo importante. Che dura solo fino a quando i competitor non decidono di adottare lo stesso modello produttivo.

3. La privacy: un retaggio del passato
Sfruttando il fatto che le persone sono solitamente abitudinarie, i big data permettono di monitorare comportamenti per tracciare scenari futuri. Sono sempre di più le grandi aziende che, mappando e incrociando dati apparentemente scollegati, realizzano studi predittivi.
Questo permette di inviare offerte commerciali sempre più personalizzate, ma allo stesso tempo può suscitare reazioni negative da parte di un’opinione pubblica che ha sempre più paura di essere spiata. Sebbene i dati raccolti sulla vita delle persone possano essere estremamente utili e abbiano un vero e proprio valore economico è evidente che non possono essere trattati come una qualsiasi commodity.

4. Un nuovo capitale
I dati sono ormai, a tutti gli effetti, il nuovo capitale delle aziende. Riuscire ad avere grandi quantità di dati sulle abitudini e preferenze delle persone rappresenta ormai un asset strategico. Non stupirà vedere che fra le corporations più abili a fare incetta di dati vi siano Google, Microsoft e Amazon: per loro, offrire prodotti o servizi a prezzi ridotti o a titolo gratuito non è altro che un modo per entrare in possesso di maggiori quantità di informazioni che, in questo mondo in costante evoluzione, permettono di predire con maggior previsione gli scenari futuri.

Quella dei big data, in poche parole, è una vera e propria rivoluzione. In questo momento, non tutti sono pronti a coglierne la portata. E a prendere coscienza che questa nuova tendenza è in grado di innescare cambiamenti ancora più grandi di quelli a cui ci ha abituati l’avvento del web.