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 pubblicità: Nielsen: la piena ripresa economica e’ più lenta del previsto

pubblicitàIl boom dei mercati asiatici compensa le crescenti preoccupazioni europee.
Con la crisi del debito torna l’incertezza in Europa Il Nord America si avvia verso una lenta ma costante uscita dalla recessione L'America Latina è l'area che registra il più alto livello di fiducia dei consumatori

La fiducia dei consumatori nel mondo segna un cauto rialzo di un punto, raggiungendo 93 punti nel secondo trimestre dell'anno, mentre al rafforzamento della fiducia sui mercati asiatici in rapida espansione fanno da contraltare le crescenti preoccupazioni dei consumatori europei per una crisi del debito sempre più profonda, che ha avuto un effetto devastante sulla fiducia dei consumatori di Spagna, Italia e Francia, secondo quando riferisce l'ultima edizione del Nielsen Global Consumer Confidence Index. Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori ha registrato un incremento di due punti nel secondo trimestre, arrivando a 87, continuando così la sua lenta ma costante uscita dalla recessione. Livelli di fiducia dei consumatori sopra e sotto il baseline 100 indicano rispettivamente un grado di ottimismo e di pessimismo.

"L'economia mondiale sta meglio di nove mesi fa (+7 punti rispetto al terzo trimestre del 2009), ma la crisi del debito in Europa non molla la presa e continua a rappresentare un grande ostacolo per la ripresa economica prevista quest'anno", ha dichiarato Venkatesh Bala, Chief Economist di The Cambridge Group, società di consulenza di Nielsen. "Se i consumatori americani hanno gli occhi fissi sui numeri della disoccupazione, gli europei hanno visto i loro governi adottare nuove misure di austerity fiscale, talvolta anche severe, in un contesto di mercato del lavoro stagnante e di euro sempre più debole. I consumatori delle economie occidentali sviluppate si sono resi conto che la strada verso la ripresa economica richiederà un po' più tempo del previsto. In uno scenario dove la

crescita permane da debole a moderata, le aziende sono ancora esposte al rischio di pressioni deflazionistiche, che richiedono una maggiore attenzione al miglioramento della politica dei prezzi attraverso un uso più efficiente di media, innovazione e canali di marketing".

"Negli Stati Uniti i consumatori stanno ancora cercando di far quadrare il bilancio domestico, con il 45% del reddito restante dopo l'acquisto di beni di prima necessità che viene destinato al risparmio e al pagamento del debito (37%)", ha affermato James Russo, Vice Presidente Global Consumer Insights di Nielsen. "Senza una ripresa del mercato del lavoro i consumatori continueranno a spendere poco".

Il Nielsen Global Consumer Confidence Index misura la fiducia dei consumatori, le principali preoccupazioni e le abitudini di spesa di circa 27.000 utenti Internet in 48 Paesi. Nell'ultima rilevazione condotta tra il 10 e il 26 maggio 2010 la fiducia dei consumatori ha segnato una flessione in 9 mercati europei su 24. Gli unici Paesi extra-europei a registrare un calo della fiducia su base trimestrale sono stati l'Australia, la Tailandia, gli Emirati Arabi, Taiwan, il Brasile e l'Egitto.


Con la crisi del debito torna l'incertezza in Europa
Mentre in gran parte dei Paesi asiatici e dell'America Latina la ripresa economica ha accelerato il passo, la crisi del debito che si sta diffondendo in Europa ha portato a un inversione di tendenza nella fiducia dei consumatori dei più importanti mercati del vecchio continente. In quest'area geografica, infatti, i consumatori di tre delle cinque più importanti economie hanno dovuto fare i conti con la crisi del debito.

In Italia la fiducia dei consumatori è scesa ai livelli più bassi (71 punti) dal primo trimestre 2009, quando era stato registrato il minimo storico di 70 punti all'apice della recessione mondiale. "In Italia ci sono forti segnali di una ripresa caratterizzata da alti e bassi: la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre è infatti tornata ai livelli dei tempi bui della recessione", dichiara Stefano Galli, Amministratore Delegato di Nielsen Italia. "Gli alti tassi di disoccupazione, la stagnazione economica e i massicci tagli alla spesa pubblica hanno portato i consumatori a contenere le spese superflue e a rivedere il loro stile di vita. Per i loro acquisti gli italiani attenti al budget privilegiano sempre di più i canali a basso costo e prodotti a marchio proprio, benché i produttori e i distributori di beni di largo consumo non abbiano mai smesso di incentivare le promozioni. Riteniamo che i primi segnali di ripresa si vedranno a partire dalla seconda metà del 2010".

La situazione economica in Spagna è decisamente improntata alla sobrietà, come è ovvio che sia, considerato il calo di fiducia dei consumatori di 10 punti. Con il tasso di disoccupazione più alto dell'eurozona (20%) e la riduzione nel numero dei dipendenti pubblici, gli esperti di Nielsen stimano che per la Spagna l'economia non tornerà a crescere prima del 2012.

In controtendenza la Germania, il Paese europeo con l'economia più forte, che nel primo trimestre ha registrato l'incremento più marcato della regione con un lusinghiero +7%, balzando da 74 a 81 punti. Nel secondo trimestre dell'anno i consumatori tedeschi, rinfrancati, hanno iniziato a riaprire i loro portafogli, tanto da figurare nella top ten degli acquirenti di beni voluttuari come abiti di fascia alta e divertimenti fuori casa. In realtà il mercato del lavoro in Germania ha segnato una netta ripresa e ci sono segnali che dimostrano che i consumatori tedeschi ritengono oggi che il peggio sia passato.

Nei Paesi baltici Lituania e Lettonia la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre ha visto un incremento di sei punti, benché entrambe le ex-repubbliche sovietiche restino tra le nazioni più pessimiste del mondo, con indici di fiducia attestati rispettivamente a 52 e a 56 punti. "Dopo due anni in cui la recessione economica ha colpito duramente i paesi baltici, le istituzioni finanziarie locali prevedono una lenta ripresa dalla fine del 2010", ha dichiarato Arturas Urbonavicius, Managing Director di Nielsen nei Balcani.


Prospettive più rosee in Asia e America Latina
Sei delle dieci nazioni più ottimiste nel secondo trimestre si trovano in Asia. Si tratta di Paesi in cui la fiducia dei consumatori ha registrato incrementi su base trimestrale: in Vietnam la fiducia dei consumatori nel secondo trimestre ha raggiunto il massimo storico di 119 punti,con un incremento di ben 18 punti, mentre Singapore (che nel primo trimestre aveva registrato l'aumento più marcato) ha confermato il trend positivo con un guadagno di ben cinque punti, passando da 107 nel primo trimestre a 112 nel secondo.

In Vietnam, ad esempio,  il 47% degli intervistati dichiara che spenderebbe il denaro in più per acquistare nuove tecnologie (la percentuale più alta dell'Asia), mentre il 39% investirebbe i suoi risparmi in capi d'abbigliamento, con un enorme balzo in avanti rispetto alla percentuale del 23% rilevata dall'indagine precedente. Se nel primo trimestre dell'anno solo il 16% dei vietnamiti dichiarava che avrebbe investito il denaro in più, nel secondo trimestre questa percentuale si è attestata al 31%.

Le prospettive sembrano più rosee anche per le Filippine (113 punti), la Cina (109 punti) e la Colombia (105 punti), tutti Paesi dove si è registrato un trend positivo nella fiducia dei consumatori nei rispettivi mercati. La ripresa economica e la fiducia dei consumatori hanno accelerato il passo anche in Messico, dove quest'ultimo indice ha registrato un +5 punti rispetto al primo trimestre dell'anno. "Se oggi in questi Paesi si segnala una lenta ripresa dei consumi e la borsa della spesa di messicani e colombiani è effettivamente più piena, permangono le preoccupazioni di queste popolazioni per le prospettive di economia e lavoro", afferma Felipe Urdaneta, Managing Director di Nielsen Colombia.


La Danimarca (+5), la Svizzera (+5), il Sud Africa (+4) e i Paesi Bassi (+3) hanno tutti registrato un incremento della fiducia dei consumatori. Per la Danimarca la crescita segna una svolta a lungo attesa nel Paese che sembrava in costante declino, sebbene il mercato danese permanga volatile e vulnerabile. La Svizzera, con la sua valuta indipendente, è rimasta immune alla crisi dell'euro e oggi gli svizzeri sono pronti a spendere in investimenti differiti, abiti, viaggi ed elettronica.


Cresce la disparità tra Paesi sviluppati e mercati emergenti
L'India (con 129 punti), l'Indonesia e il Vietnam (entrambi con 119 punti) sono risultati i paesi più ottimisti nel secondo trimestre dell'anno, mentre la fiducia dei consumatori spagnoli ha segnato un minimo storico, con un crollo di ben 10 punti (da 79 a 69).

Nel mondo il 58% delle persone dichiara di essere ancora in una situazione di recessione – una percentuale invariata rispetto al trimestre precedente, anche se si allarga la disparità nella percezione della ripresa tra Paesi sviluppati e mercati emergenti. Il 39% dei consumatori dell'Asia Pacifico e il 51% di quelli dell'America Latina afferma di essere ancora in recessione, rispetto all'84% dei nord americani e al 76% degli europei. Tra i consumatori mondiali che dichiarano di essere in recessione, uno su cinque (21%) pensa che la situazione permarrà la stessa per un altro anno. Tuttavia questo numero cresce tra i nord americani, con quasi uno su quattro (24%) che si dice convinto che la recessione si protrarrà per più di 12 mesi.

"Per gran parte del 2010 il mercato del lavoro e immobiliare degli Stati Uniti ha segnato una ripresa che ha rispecchiato l'incremento della fiducia dei consumatori, che però sono ancora molto focalizzati sul valore e continuano a tirare la cinghia quando si tratta di spendere", dichiara Todd Hale, Senior Vice President Consumer & Shopper Insights di Nielsen. "Dettaglianti e produttori hanno cercato di correre ai ripari incentivando le offerte promozionali e privilegiando una politica di prezzi al ribasso allettante per i consumatori. Eppure, malgrado la convenienza dell'offerta, negli ultimi tre mesi il fatturato di vendita dei beni di largo consumo e il numero di unità vendute si sono attestati su valori negativi".

A livello regionale la fiducia dei consumatori ha segnato un incremento di tre punti in America Latina, di due punti in Asia Pacifico e in Nord America e di un punto percentuale in Europa. L'America Latina guida la classifica dei livelli di fiducia dei consumatori su scala regionale con 102 punti, seguita da Asia Pacifico con 101 punti e MEAP (Medio Oriente, Africa, Pakistan) con 89 punti percentuali. A seguire il Nord America, dove la fiducia dei consumatori si è attestata a 88 punti. Il fanalino di coda resta l'Europa, che si ferma a 79 punti.




 
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